Una seduta lunga, con dieci punti all’ordine del giorno e sei interventi per motivare voti, distinguo e proposte. Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva e presidente del gruppo consiliare, rivendica una linea senza automatismi di schieramento dopo i lavori del Consiglio regionale dell’11 maggio.

La consigliera ha votato contro sul bilancio Aterp, si è astenuta sul commercio, ha presentato cinque emendamenti sull’Osservatorio per l’infanzia e ha votato a favore delle due proposte di legge sul demanio marittimo e sul comparto balneare.

«La maggioranza si aspetta che l’opposizione voti sempre contro, o sempre a favore per non disturbare – afferma Greco – Io studio i testi, ascolto le audizioni, faccio le domande. Poi voto quello che ritengo giusto votare. Oggi ho votato contro sull’ATERP, mi sono astenuta sul commercio, ho votato a favore sulle due leggi balneari».

Aterp Calabria, Greco vota contro: «La casa non è un asset da mettere a reddito»

Sul bilancio di previsione 2026-2028 dell’Aterp Calabria, Greco ha espresso voto contrario. Alla base della scelta, spiega, non ci sono solo i rilievi tecnici degli organi di controllo, rimasti in larga parte irrisolti, ma una questione politica e sociale più profonda: la funzione dell’edilizia residenziale pubblica.

«L’ATERP non è un’agenzia immobiliare – dice Greco – È l’ente che dovrebbe garantire il diritto alla casa a chi non può permettersela. Quello che emerge dal bilancio è invece una logica di valorizzazione economica del patrimonio, come se quegli alloggi fossero un asset da mettere a reddito. Quegli immobili sono stati costruiti con i soldi di tutti i calabresi, per rispondere a un bisogno sociale. Sottrarlo a quella funzione significa venir meno a un principio costituzionale, non solo a una scelta politica».

La consigliera richiama anche il nodo del personale, ritenuto centrale per la capacità dell’ente di svolgere le proprie funzioni. «C’è poi il problema del personale, che è gravissimo – aggiunge – Con una struttura così sottodimensionata non si riesce a fare neanche la manutenzione ordinaria, figuriamoci attuare programmi complessi con fondi europei. Il bilancio è formalmente in equilibrio, ma dietro ci sono decine di raccomandazioni che nessuno sta affrontando».

Commercio, astensione sulla modifica: «Serve una riforma complessiva»

Sulla modifica della deliberazione consiliare riguardante le medie e grandi strutture di vendita, Greco ha scelto l’astensione. La consigliera riconosce la necessità di aggiornare una normativa ormai datata, ma contesta il metodo seguito.

«La normativa del 2000 è superata, su questo siamo tutti d’accordo – spiega Greco – Ma il modo in cui si interviene è sbagliato. Si eliminano i vincoli senza costruire una nuova disciplina complessiva. Non è stato fatto nessuno studio su cosa succede ai centri storici, alle botteghe, al commercio di prossimità, quando si liberalizza la grande distribuzione».

Secondo Greco, il rischio è intervenire in modo parziale su un settore che avrebbe invece bisogno di una riforma organica. «Dall’audizione in commissione dei rappresentanti di Confcommercio abbiamo appreso che esiste già un lavoro avanzato per un Testo unico del commercio. Si faccia quello, non un intervento spot su una delibera di vent’anni fa».

Osservatorio infanzia, bocciati i cinque emendamenti

Un altro passaggio della seduta ha riguardato la proposta di modifica della legge regionale numero 2 del 2017 sull’Osservatorio per l’infanzia. Greco ha presentato cinque emendamenti, tutti respinti dalla maggioranza.

«Quell’Osservatorio è stato istituito nel 2017 e non si è riunito una volta sola in quasi dieci anni – ricorda Greco – Con questa legge abbiamo cambiato il nome e aggiunto due pediatri. Nulla di più. Nessuna risorsa, nessun criterio per scegliere chi ci siede dentro, nessun meccanismo per far funzionare le sedute».

Gli emendamenti, spiega la consigliera, puntavano a introdurre elementi minimi di funzionamento e responsabilità: supporto tecnico da parte del dipartimento competente, requisiti di esperienza per i componenti, quorum per la validità delle sedute e una relazione annuale con un soggetto incaricato di presentarla.

«I miei emendamenti chiedevano cose semplici: che il dipartimento competente assicurasse supporto tecnico, che i componenti da nominare avessero almeno cinque anni di esperienza documentata, che le sedute avessero un quorum minimo per essere valide, che ci fosse una relazione annuale con qualcuno responsabile di presentarla. Tutto bocciato».

Per Greco, il punto va oltre il singolo provvedimento. «Il problema non è questa legge soltanto – aggiunge – È un metodo. Si presentano proposte ad invarianza finanziaria come se bastasse scrivere una norma per risolvere un problema. Senza soldi non funziona niente, e questa maggioranza lo sa benissimo».

Demanio marittimo, sì alle leggi per i balneari

Sulle due proposte di legge in materia di demanio marittimo, Greco ha votato a favore. La consigliera lega la sua scelta alla situazione vissuta dalle aziende balneari colpite dagli eventi meteorologici estremi, richiamando in particolare i danni causati dal ciclone Harry.

«Ho visto con i miei occhi cosa ha fatto il ciclone Harry alle aziende balneari. Ho parlato con quegli imprenditori, ho visto famiglie che avevano investito una vita sul mare e si sono ritrovate senza stabilimento, senza certezze, senza sapere se possono ripartire – dice Greco – Per loro ho votato a favore, e lo rifarei nonostante ci sia un rischio reale di impugnativa governativa».

La consigliera sottolinea la necessità di assumersi una responsabilità politica nei confronti dell’intero comparto, ma anche dei Comuni, dei sindaci e degli uffici tecnici, chiamati a gestire situazioni complesse senza strumenti adeguati.

«È necessario assumersi la responsabilità politica non solo di sostenere una intera categoria e tutto l’indotto, ma anche i Comuni, i Sindaci e gli uffici tecnici che vengono caricati di responsabilità enormi senza le mappe, le banche dati, le risorse per farle fronte».

«Sull’erosione costiera serve una strategia organica»

«L’erosione costiera in Calabria non è un’emergenza dell’ultimo anno, è un problema strutturale che si trascina da decenni – conclude Filomena Greco – Ogni anno gestiamo i danni, ogni anno si riparte da capo. Finché non si costruisce una strategia organica, fatta di programmazione, manutenzione e monitoraggio continuo, saremo sempre a rincorrere il mare invece di difenderlo».