Ieri abbiamo titolato “Referendum, Cosenza regina calabrese del No” e sui social è stato un boom di interazioni, commenti, condivisioni. Un sentimento condiviso da parte di chi alle urne ha espresso la propria posizione nettamente rivendicando la sacralità della Costituzione. Un esito roboante per il quesito sulla Giustizia in tutta la provincia (63,74% i No), ma col capoluogo che ha toccato i 66,55% al punto che anche Franz Caruso stamattina ha commentato dal nostro network l’exploit.

Le reazioni della politica non si sono fatte attendere, specialmente da parte di quei partiti che in campagna referendaria hanno speso energie per contrastare l’intenzione del Governo Meloni. Tutta concordano a sinistra che Cosenza sia una città che non si lascia guidare dalla propaganda, ma che chiede risposte reali, politiche efficaci e una visione credibile per il futuro. Questo risultato è anche il frutto di un grande lavoro collettivo, della base di quel campo largo che guarda ai valori più progressisti e che non strizza affatto l’occhio ai trasversalismi.

Funaro (AVS): «Giovani fondamentali, le scorciatoie non piacciono»

«Cosenza non tradisce mai. Nemmeno i suoi ragazzi, i nostri ragazzi. Dopo l’esito del referendum sulla giustizia, che ha visto prevalere con chiarezza il NO, esprimiamo soddisfazione per un risultato che premia l’impegno coerente e responsabile di Alleanza Verdi Sinistra nel fornire indicazioni chiare agli elettori cosentini e italiani a difesa dell’indipendenza della magistratura e dei principi costituzionali». Parole di Maria Pia Funaro, della segreteria regionale di Sinistra Italia.

«Il dato più significativo - evidenzia - riguarda la partecipazione consapevole delle nuove generazioni. I giovani tra i 18 e i 34 anni hanno scelto in maggioranza il NO con una percentuale del 56,7 per cento, superiore al dato complessivo. È il segno di una presa di coscienza profonda, di una generazione che non accetta scorciatoie e che riconosce il valore delle istituzioni democratiche. Sono gli stessi ragazzi e ragazze che negli ultimi mesi abbiamo visto mobilitarsi nelle piazze per i diritti, per la pace e contro derive autoritarie. Oggi quell’energia si è trasformata in partecipazione democratica, in un voto libero e determinato che ha respinto un progetto che, dietro un apparente garantismo, nascondeva un disegno di indebolimento dello Stato di diritto».

«Punto fermo nel caos politico: difendere la Costituzione non è retaggio, è rivoluzione autentica - ha evidenziato -. In un'Italia ossessionata dal "cambiare a ogni costo", questo NO insegna che preservare l'essenziale è l'innovazione vera. Quindi sconfitta storica per il governo Meloni e i suoi alleati, ma anche per quella politica dei compromessi vili che ha coperto riforme tossiche con la maschera della modernità. Le "scorciatoie" come autonomia differenziata e riforma giudiziaria? Bocciate da Corte Costituzionale e dagli italiani. Da oggi si apre una fase nuova. I cittadini, e in particolare i più giovani, hanno dimostrato che esiste un limite alla propaganda e alla semplificazione. La democrazia italiana è viva, e quando viene chiamata a scegliere, sa riconoscere e difendere i suoi valori fondamentali».

Locanto (Pd): «L’alternativa a Meloni esiste»

uA Cosenza il NO raggiunge il 66,55%, un dato netto, inequivocabile, che colloca la nostra città tra le prime in Italia per consenso contrario alla riforma. Essere la nona città in cui il NO prevale con questa forza non è un elemento casuale, ma il segno di una comunità attenta, consapevole e capace di valutare nel merito le scelte che incidono sulla qualità della nostra democrazia». Così la vicesindaca del Pd Maria Locanto in una nota.

«Questo voto rappresenta una risposta chiara a un’impostazione politica che, a livello nazionale e regionale, troppo spesso si è tradotta in annunci senza concretezza. I cosentini hanno dimostrato di non accettare riforme che, inserite in un disegno più ampio insieme al premierato e all’autonomia differenziata, rischiano di compromettere gli equilibri istituzionali e i diritti dei cittadini. Il dato - dice - assume un significato ancora più forte se letto nella sua diffusione territoriale: il NO si afferma in modo ampio e trasversale nei diversi quartieri della città, dal centro alle periferie, segno di una consapevolezza diffusa e di una domanda condivisa di giustizia, equità e rispetto delle istituzioni democratiche».

«Il Partito Democratico - ha detto Locanto - si è mobilitato in tutte le sue articolazioni territoriali, insieme alle altre forze politiche, ai sindacati, ai comitati civici e a tanti cittadini attivi. Militanti e volontari hanno animato banchetti, incontri e momenti di confronto, contribuendo a costruire una consapevolezza diffusa e partecipata. A loro va il mio ringraziamento più sincero: il risultato di oggi è soprattutto il loro. Come ha affermato la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, “l’alternativa a questo governo esiste”. Il voto di Cosenza lo dimostra con forza. Ed è un segnale che va oltre il dato nazionale: esiste anche un’alternativa al governo regionale, che troppo spesso si è dimostrato distante dai bisogni reali della Calabria».

«Da qui dobbiamo ripartire – ha concluso - da una città che ha scelto di difendere la Costituzione e le istituzioni democratiche e che oggi chiede una politica più seria, più concreta, più vicina alle persone. Il risultato di Cosenza non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Sta a noi trasformare questo consenso in proposta politica e in governo del cambiamento».

Buffone: «Impegno instancabile del Gruppo Territoriale del M5S»

«Dopo l’esito del referendum sulla giustizia, che ha visto prevalere con decisione il NO, esprimiamo grande soddisfazione per un risultato che premia l’impegno del Movimento 5 Stelle e del Comitato del No nel diffondere in modo chiaro e capillare le ragioni contrarie a una riforma voluta dal governo guidato da Giorgia Meloni e percepita da molti cittadini come un rischio per l’equilibrio democratico e l’indipendenza della magistratura». L’assessore al Welfare Veronica Buffone esulta dopo il boom registrato nel capoluogo.

«A Cosenza - ha rimarcato con enfasi - il risultato è stato particolarmente significativo, con il 66,55 per cento di NO, frutto di un lavoro costante e instancabile del Comitato per il NO a cui i militanti del Gruppo Territoriale hanno dato un sostanzioso contributo. Il volantinaggio quotidiano, i banchetti in città e in tutta l’area urbana, il contatto diretto con le persone hanno rappresentato un esempio concreto di partecipazione e radicamento sul territorioIn queste settimane si è registrata una forte domanda di confronto autentico. Sale piene, piazze attente, tanti giovani che hanno scelto di esserci e di contribuire a riempire uno spazio politico che troppo spesso appare distante. È un segnale chiaro che non può essere ignorato».

«Quando si crea un’occasione reale di discussione, quando le idee si mettono a confronto senza timori, la democrazia dimostra di essere viva e vitale. Ha bisogno di luoghi aperti, di parole comprensibili, di posizioni che si confrontano con rispetto ma con determinazione. È necessario moltiplicare questi momenti, perché è così che si ricostruisce la fiducia tra cittadini e istituzioni. È così che la democrazia si rafforza e cresce. La vittoria del NO - ha concluso - rappresenta una difesa concreta della Costituzione e un segnale netto contro politiche che rischiano di allontanarsi dai valori fondamentali della pace, della giustizia e della partecipazione».

Il gruppo consiliare del Pd Cosenza: «La nostra è una storia progressista»

«Le urne ci hanno restituito una bella immagine dell’Italia, ma ancor più della Calabria, in un crescendo che, attraverso la provincia di Cosenza, arriva alla valanga di voti per il No di casa nostra, dove due cosentini su tre, il 67 per cento, hanno bocciato la riforma sulla Giustizia. Un risultato perfettamente in linea con la storia progressista e riformista di una città che ha intuito il significato politico, non tecnico, della mossa rude e scomposta del governo Meloni». Il comunicato porta la firma del gruppo consiliare del Partito Democratico di Palazzo dei Bruzi, di cui Francesco Graziadio è il nuovo capogruppo.

«La prima lettura che potremmo fare riguarda il desiderio di tutelare i nostri magistrati, assediati ormai da trent’anni in un continuo tentativo di delegittimazione e depotenziamento da parte della destra. Un’altra spiegazione - hanno aggiunto - potrebbe passare dalla difesa della Costituzione, messa in discussione con approccio sì politico, ma di una concezione politica che è vicina alla destra più rozza e populista, quella che umilia il ruolo del Parlamento e si rivolge direttamente ai cittadini». C’è forse anche una terza lettura, la più intimamente politica: il No scaturisce dal desiderio di stroncare la riforma della Giustizia e con lei anche le altre due riforme dello scellerato patto di maggioranza: premierato e autonomia differenziata».

«Una sola, unica scheda, per evitare una torsione del Paese verso una democrazia più fragile e più ingiusta. Che arma potente che può essere il voto. Più probabilmente, lo sappiamo, la ricetta della vittoria porta in sé tanti ingredienti diversi ed ha per questo un sapore dolce. Un sapore di indipendenza, di democrazie, di resistenza, una voglia di cambiare le cose sbagliate, di questo sistema, non quelle che in cui affondano le radici della nostra Repubblica. Come gruppo consiliare del Pd al Comune di Cosenza - hanno detto - non possiamo che essere orgogliosi della risposta della nostra città, che ha visto tante compagne e tanti compagni battersi con fierezza per arrivare a questa vittoria e dare una risposta forte alla deriva autoritaria del governo di centrodestra. Anche tante compagne e tanti compagni che, in passato, hanno disertato le urne, ma che hanno trovato nella battaglia per il referendum le ragioni di un rinnovato impegno politico».

«In questa giornata di vittoria è bello riassaporare il piacere di un abbraccio che ha visto di nuovo unito il popolo riformista e progressista di Cosenza. Adesso dobbiamo trovare le ragioni per continuare a restare insieme e lavorare tutti uniti per una città, una provincia, una Calabria di cui andare sempre più fieri» ha concluso il gruppo consiliare del Pd del Comune di Cosenza.