Bene ha fatto il Comune di Rende a mostrarsi proattivo per accelerare l’iter del nuovo Policlinico per quanto di competenza. Ed è altrettanto normale che un percorso così strategico per il territorio abbia trovato convergenze trasversali tra maggioranza e minoranza, perché su temi come sanità e sviluppo dell’area urbana deve prevalere il senso delle cose, non la propaganda politica. Ma proprio oggi serve maturità istituzionale, equilibrio e visione, evitando narrazioni divisive o atteggiamenti iper autocelebrativi di superiorità territoriale che non aiutano nessuno.

Adesso tutti dobbiamo pretendere una definizione chiara e compiuta anche per il futuro dell’Annunziata, attraverso un programma concreto di ammodernamento, rafforzamento fisico e potenziamento funzionale dell’ospedale di Cosenza. Perché il nuovo Policlinico e il rilancio dell’Annunziata non sono obiettivi alternativi, ma parti della stessa strategia sanitaria che l’intera area urbana ha il dovere di rivendicare con forza.

Le città moderne competono quando funzionano come sistema, non quando si combattono tra loro per convenienza elettorale o supremazia territoriale. Questo da sempre è il nostro limite politico e sociale. Per questo rafforzare il nuovo Policlinico non deve significare indebolire l’Annunziata, ma costruire finalmente una rete sanitaria urbana più forte, moderna ed efficiente.

Non aiutano interventi fotocopia e autocelebrazioni di chi oggi prova a raccontarsi come protagonista di una scelta che, in realtà, si è semplicemente trovato a gestire, mentre servirebbe molta più responsabilità nel costruire una battaglia comune per il Policlinico e il rilancio dell’Annunziata.

Per questo mi auguro e chiedo che il Sindaco di Rende voglia dimostrare questa sensibilità con atti e iniziative concrete, e non con le solite dichiarazioni o battute da convegno, facendosi promotore di una richiesta istituzionale forte e credibile per il rafforzamento reale dell’Annunziata e dell’intero sistema sanitario dell’area urbana.

La vera sfida politica matura non è stabilire chi “vince” tra Rende e Cosenza, ma costruire un equilibrio in cui entrambe crescano insieme, senza vittimismi, senza trionfalismi e senza campagne identitarie utili solo a chi vive di conflitto permanente. Come è avvenuto per quell'improbabile referendum sulla città unica.
*Marco Ghionna, consigliere comunuale di Rende e presidente Ordine Ingegneri Cosenza