L’associazione politica si sta strutturando su tutto il territorio e in un incontro a Rende, Sandro Principe traccia le finalità dell’associazione: «Basta con la politica degli slogan, essere riformisti significa individuare i problemi e indicare come risolverli»
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Il centrosinistra calabrese ricorda una di quelle coppie che non riesce più a comunicare. Da un lato c’è il Pd che lamenta il fatto di non potere fare tutto da solo, di aver bisogno di avere al suo fianco alleati che siano realmente strutturati sul territorio e non sigle vuote. Dall’altro ci sono movimenti o associazioni che contestano al Pd una certa inerzia politica.
Fra questi c’è la nenonata associazione “I Riformisti” che si sta strutturando sul territorio calabrese, anche con la nomina di alcuni referenti provinciali. L’altro giorno a Rende c’è stata un’assemblea che ha provato a spiegare ancora una volta l’obiettivo di stimolo che i riformisti vogliono dare al centrosinistra. «Il riformismo - ha spiegato Sandro Principe- non è un’ideologia è una metodologia per raggiungere due scopi: libertà e giustizia sociale. Si tratta allora di individuare le strade che portano a questi obiettivi, dire come si realizzano e con quale risorse. Noi siamo il contrario della sinistra di oggi che, come la destra, va avanti con slogan. Noi vogliamo essere un gruppo politico che abolisce gli slogan, noi dobbiamo dire quali sono le questioni, come pensiamo di risolverle e con quali forze»
Ovviamente, vista la caratura del personaggio, Principe più che di questioni locali ha parlato di una prospettiva nazionale e ha detto che le tre grandi questioni di oggi sono la politica estera, che chiama in causa la difesa e l’Europa, l’energia e l’immigrazione. Secondo Principe queste tre questioni, che devono essere affrontate dai riformisti, sembrano slegate fra loro, ma in realtà si influenzano reciprocamente e poi questa influenza reciproca porta a conseguenze sulla politica interna. «Le questioni che abbiamo oggi in Italia - ha detto Principe - l’erogazione di determinati servizi come la sanità, la scuola, la programmazione economica che non c'è e comunque una politica industriale assente sono tutte cose che ripetono le questioni di prima».
Perchè - si è chiesto il sindaco di Rende - bisogna lasciare il tema della sicurezza alla destra? Sicurezza non vuol dire comprimere pezzi di libertà. Da qui il ruolo dell’immigrazione. Secondo Principe su questo non si capisce cosa dice il famoso campo largo. Un discorso che soprattutto interessa la Calabria per la sua posizione geografica, di piattaforma sul Mediterraneo. Qui abbiamo eccellenze come le università, formare questi giovani e farne classe dirigente. Un po’ come fa da secoli la Francia.
Infine Principe ha voluto sottolineare come in Italia una forza riformista non c’è e questo è il più grande fallimento del Pd che era nato con questo scopo. Col passare degli anni, però, la componente socialista è stata sempre più marginalizzata fino quasi all’abiura. «Noi non vogliamo sostituirci a nessuno, ma quello che c'è oggi è cadente, quindi noi dobbiamo essere la pulce nel campo del centrosinistra, una pulce che dice che bisogna avere cultura di governo, stabilire gli obiettivi, elaborare le metodologie e le cure per l'obiettivo e dire con quali risorse si fa».
L’intervento di Sandro Principe ha aperto un dibattito molto serrato al quale ha partecipato il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, che ha riconosciuto nel riformismo rendese la sua scuola politica e amministrativa. Una cultura del fare che oggi manca all’opposizione in consiglio regionale che pensa di poter inseguire Roberto Occhiuto solo sul campo della propaganda. Significativo è stato anche l’intervento di Pina Incarnato, ex assessore al Comune di Cosenza, che ha ricordato il suo impegno interrotto per la città dei Bruzi, ma anche il nuovo manifesto del Psi con il programma Avanti, Italia! che sta ottenendo sempre più consenso nel Paese.
L’ex sindaco di Mendicino, Antonio Palermo, dopo una breve analisi della gravità del momento storico che stiamo vivendo si è definito «deluso da questo centrosinistra, da un PD che non è più il PD di Walter Veltroni, che è al continuo rimorchio dell'ala più populista e giustizialista che c'è in questo paese. C'era una bella frase che mi è sempre venuta in mente quando pensavo alla cultura riformista di un grande social democratico del secolo scorso europeista che è stato Olof Palme che diceva che la forza dei riformisti sta nella capacità di realizzare le cose partendo dall'azione quotidiana». Concetti condivisi anche dagli altri intervenuti fra cui l’ex consigliere regionale Francesco De Nisi, Salvatore Magarò, Salvatore Zoccali, Fabio Guerriero, Cesare Loizzo e il docente Unical Enrico Caterini.

