“L’ospedale di Cosenza non deve essere smantellato”. È questa la posizione ribadita dal Comitato 31 Ottobre, che torna a intervenire nel dibattito sulla futura geografia sanitaria dell’area urbana dopo le recenti dichiarazioni del consigliere Ghionna.

Il Comitato dice di apprezzare “l’equilibrio” espresso dall’esponente istituzionale sul tema del nuovo ospedale e sottolinea di non considerare il Comune di Rende il protagonista o l’avversario della vicenda.

“Per quanto ci riguarda – si legge nella nota – non riteniamo il comune di Rende protagonista di questa vicenda. Ma è importante che un esponente istituzionale ricordi che l’ospedale di Cosenza non deve essere smantellato e che possono coesistere realtà parallele”.

Una presa di posizione che tenta di abbassare il livello dello scontro politico e territoriale emerso negli ultimi mesi attorno al progetto del nuovo ospedale ad Arcavacata e al futuro dell’Annunziata.

Secondo il Comitato, il nodo centrale resta la salvaguardia di un presidio sanitario considerato strategico non soltanto dal punto di vista medico, ma anche urbanistico e identitario per il capoluogo bruzio.

“Ciò che più conta – prosegue il comunicato – è che il capoluogo non perda anche questa ultima possibilità di poter disporre di un presidio strategico anche per la questione urbanistica”.

Il Comitato precisa inoltre che la mobilitazione annunciata per il prossimo 26 maggio non nasce contro Rende, ma come iniziativa a difesa della città di Cosenza e della sua storia.

“Non è Rende il nostro interlocutore e non è Rende che ha fatto chissà cosa. La manifestazione del 26 maggio sarà un’occasione per tutti i cosentini per difendere la propria storia”.

La questione del nuovo ospedale continua intanto a dividere politica, istituzioni e cittadini dell’area urbana, tra chi sostiene la necessità di concentrare i servizi nel futuro hub sanitario universitario di Arcavacata e chi teme invece un progressivo ridimensionamento dell’ospedale Annunziata e del ruolo sanitario del capoluogo.