La vicepresidente del Consiglio comunale propone di trasformare la candidatura a “I Luoghi del Cuore” in un progetto condiviso di riqualificazione, coinvolgendo istituzioni, cittadini, scuole, associazioni, Università della Calabria e realtà economiche e sociali
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La candidatura dei parchi fluviali dei torrenti Emoli e Surdo al censimento FAI “I Luoghi del Cuore” può diventare molto più di una semplice raccolta di voti. È questa la proposta della vicepresidente del Consiglio comunale di Rende, Stefania Galassi, che invita l’intero Consiglio comunale a rilanciare il percorso e a trasformarlo in un progetto istituzionale condiviso per il futuro della città.
«Non è importante stabilire chi abbia promosso per primo la candidatura o a quale colore politico appartenesse quella iniziativa – sottolinea Galassi –. Se un progetto riguarda un bene della nostra comunità, appartiene alla città e deve poter essere portato avanti con il contributo di tutti».
I parchi fluviali rappresentano uno dei patrimoni ambientali e sociali più significativi di Rende. Nel corso degli anni sono stati luoghi di incontro e aggregazione per famiglie, giovani e sportivi, ospitando anche iniziative culturali, musicali e sportive. La presenza dei parchi, in diverse edizioni, tra le candidature al censimento FAI testimonia inoltre l'interesse già maturato intorno a questi spazi.
Per Galassi, oggi è necessario compiere un passo ulteriore: passare dalla candidatura a un vero progetto di città.
«I parchi fluviali possono rappresentare un terreno concreto sul quale sperimentare una collaborazione consiliare più ampia, capace di andare oltre gli schieramenti – afferma la vicepresidente del Consiglio comunale –. Se in passato la candidatura è stata avviata e non è arrivata a compimento nella forma necessaria, oggi possiamo semplicemente ripartire da lì, correggere ciò che non ha funzionato e costruire insieme un percorso più forte».
L'appello è rivolto dunque a tutti i consiglieri comunali, chiamati a contribuire alla costruzione di una candidatura condivisa e, parallelamente, di un progetto complessivo di riqualificazione e valorizzazione.
«Chiedo al Consiglio comunale di sostenere questa iniziativa e di considerarla un'opportunità comune. Sarebbe importante che su un tema così rilevante per la qualità della vita della nostra città riuscissimo a costruire una collaborazione istituzionale ampia. Non una proposta di parte, ma una proposta per Rende».
Dalla candidatura FAI a un progetto di riqualificazione
L'idea è quella di utilizzare il percorso legato al FAI come strumento per accendere l'attenzione della comunità e costruire consenso attorno a un programma concreto di recupero dei parchi.
Tra le priorità indicate figurano la manutenzione del verde, il recupero dei percorsi, nuovi arredi urbani, l'accessibilità e la sicurezza, con particolare attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche. Il progetto dovrebbe inoltre valorizzare il corso d'acqua e l'ecosistema fluviale, prevedendo spazi per lo sport, aree dedicate a bambini e famiglie e percorsi naturalistici e ciclopedonali.
La proposta guarda anche alla dimensione sociale e sanitaria degli spazi verdi. Galassi immagina infatti un percorso permanente di prevenzione primaria e promozione del benessere psico-fisico, attraverso una programmazione stabile di attività all'aperto lungo le sponde dei torrenti.
Camminate, attività motorie, educazione ambientale, iniziative dedicate alla socialità e alla promozione di stili di vita sani potrebbero così diventare parte integrante della nuova funzione dei parchi.
«Immagino i parchi fluviali non semplicemente come aree verdi da mantenere, ma come veri spazi pubblici di comunità: luoghi nei quali camminare, praticare sport, stare insieme, educare i più giovani alla tutela dell'ambiente e promuovere salute e benessere. È questa la visione che dobbiamo avere», spiega Galassi.
Il coinvolgimento della comunità e la ricerca di risorse
Il progetto, nelle intenzioni della vicepresidente del Consiglio comunale, dovrebbe coinvolgere una pluralità di soggetti: cittadini, scuole, associazioni, società sportive, Università della Calabria, realtà culturali, attività economiche e terzo settore.
Parallelamente, sarà necessario verificare la possibilità di intercettare risorse regionali, nazionali ed europee, affiancando alle risorse comunali anche sponsorizzazioni, partenariati e altre forme di collaborazione tra pubblico e privato.
La valorizzazione dei parchi viene così collegata anche alla prospettiva amministrativa delineata dalle linee programmatiche del sindaco Sandro Principe, che indicano tra gli obiettivi una Rende più vivibile e sostenibile, attenta agli spazi verdi e alla qualità della vita.
«La valorizzazione dei parchi fluviali è pienamente dentro questa visione – sostiene Galassi –. Per questo mi permetto di rivolgere un appello non soltanto all'Amministrazione, ma a tutto il Consiglio comunale: lavoriamo insieme affinché questa candidatura possa diventare un progetto condiviso e duraturo».
L'obiettivo finale, dunque, non è soltanto riportare Emoli e Surdo al censimento FAI, ma utilizzare quella candidatura come punto di partenza per una strategia più ampia.
«Sarebbe un bel segnale per Rende se riuscissimo a dimostrare che quando si parla del futuro della città è possibile mettere da parte le appartenenze e lavorare insieme – conclude Galassi –. Non importa chi abbia iniziato il percorso: importa che oggi Rende trovi la forza di portarlo avanti insieme».

