Marco Saverio Ghionna, Gianluca Garritano, Eugenio Trombino, Stefania Galassi ed Enrico Monaco non si ritengono soddisfatti delle risposte ricevute ieri pomeriggio nel Consiglio comunale di Rende. Nel pubblico consesso si è discusso in particolare della viabilità nel quartiere Roges, tema portato nelle sedi istituzionali da tre interrogazioni al sindaco Sandro Principe e sostenuto da una raccolta firme che ha coinvolto circa 1000 cittadini. «La posizione del Sindaco è stata esplicita - hanno detto - nessuna apertura alla revisione e al ripristino dei sensi di marcia precedenti».

Per i consiglieri di centrodestra firmatari della nota si tratta di «di una scelta che preoccupa, soprattutto perché accompagnata da un atteggiamento che continua a negare la criticità e l’evidenza dei disagi che ogni giorno vivono residenti, lavoratori e attività commerciali nelle aree interessate. Eppure i problemi sono sotto gli occhi di tutti: aumento del traffico, congestione su Via Kennedy, difficoltà negli spostamenti e criticità per la sicurezza».

Per i firmatari della nota, inoltre, «colpisce quanto affermato nel corso del dibattito, secondo cui in altre zone della città il traffico non genererebbe le stesse reazioni. La differenza è evidente: a Roges il traffico non è una condizione storica, ma è stato generato da scelte recenti che hanno alterato equilibri consolidati. Ma il tema è ancora più ampio e riguarda il metodo: l’Amministrazione continua a modificare i sensi di marcia in diverse parti della città senza una reale valutazione preventiva degli effetti, come dimostrato proprio dal caso Roges».

«Il rischio è evidente - fanno presente -. Replicare questo approccio produrrà a catena le stesse criticità anche in altri quartieri. Ancora più preoccupante è l’atteggiamento che ne consegue: di fronte a evidenze oggettive, si registra una rigidità nel non voler rivedere le scelte, anche quando queste si dimostrano non efficaci. Nel dibattito consiliare non è emersa alcuna proposta alternativa credibile: nessuna soluzione, nessun cronoprogramma, nessuna assunzione di responsabilità. Resta inoltre aperto un punto rilevante sul piano amministrativo: la modifica dei percorsi del trasporto pubblico, su cui sono state richieste verifiche puntuali degli atti autorizzativi».

«In questo quadro - proseguono Ghionna, Garritano, Trombino, Galassi e Monaco - emergono responsabilità politiche precise sulle scelte adottate: lo spartitraffico realizzato a Roges, riconducibile all’assessorato ai lavori pubblici guidato da Iantorno, appare oggi sovradimensionato e poco efficace, così come le successive illogiche variazioni dei sensi di marcia, segno evidente di una valutazione che non ha tenuto adeguatamente conto degli effetti reali sulla circolazione. Sul fronte del trasporto pubblico, l’assessore Cuzzocrea ha fatto riferimento a interlocuzioni con la Regione, ma senza produrre atti, autorizzazioni o elementi concreti a supporto, lasciando un quadro ancora incerto sotto il profilo amministrativo.
Per questo motivo è stata formalmente richiesta, nella prima commissione utile, l’esibizione di tutta la documentazione: non è accettabile procedere per dichiarazioni generiche su temi che incidono direttamente sulla regolazione del trasporto pubblico».

«Quanto sta accadendo nella zona di Roges - proseguono - sta ormai facendo emergere in maniera evidente le difficoltà interne alla stessa maggioranza. Alcuni consiglieri di maggioranza, pur esprimendo in privato forti perplessità sulle scelte adottate, in sede pubblica scelgono il silenzio, legittimarndo e sostenendo decisioni che essi stessi riconoscono (a bassa voce) come sbagliate. Ne deriva un quadro politico ancora più preoccupante: una maggioranza che, anche quando è consapevole degli errori, non è in grado né di correggerli né di incidere sulle scelte, lasciando i cittadini a subire le conseguenze di decisioni inefficaci».

«In questo contesto - concludono i consiglieri di centrodestra - quella che è stata presentata come una “camera urbana” capace di rivoluzionare la viabilità cittadina si sta rivelando, nei fatti, un sistema che ha complicato la circolazione, trasformando anche assi storicamente fluidi in punti di congestione e rendendo gli spostamenti quotidiani sempre più difficoltosi».