La Regione Calabria avrebbe rinunciato a una possibilità di alleggerimento delle posizioni debitorie di famiglie, imprese e Comuni per una somma che il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, quantifica in almeno 150 milioni di euro. La cifra non proviene da un rendiconto ufficiale allegato alla dichiarazione, ma nasce dalla somma di due stime indicate dal primo cittadino: 80-90 milioni per sanzioni e interessi sui crediti regionali e altri 50-60 milioni collegati alle vecchie partite idriche.

Stasi contesta alla Giunta regionale la mancata adesione alla definizione agevolata prevista dalla normativa nazionale. Il meccanismo non avrebbe cancellato i tributi originariamente dovuti, ma avrebbe consentito ai contribuenti interessati di regolarizzare la propria posizione senza versare determinate sanzioni e interessi.

Cosa prevedeva la definizione agevolata

L’articolo 10-quinquies del decreto legge 38 del 2026, convertito nella legge 88 del 2026, ha esteso la definizione agevolata ai carichi affidati all’agente della riscossione da Regioni ed enti locali tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Restano esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

L’applicazione non era automatica: ciascun ente doveva adottare un apposito provvedimento e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La possibilità di includere anche i tributi regionali, con particolare riferimento al bollo auto, era stata oggetto di una specifica interrogazione depositata in Consiglio regionale.

Secondo Stasi, la Regione Calabria non avrebbe adottato entro il termine previsto l’atto necessario per aderire alla misura.

A Corigliano-Rossano quasi 17 milioni potenzialmente stralciabili

Il sindaco rivendica la decisione assunta dal Comune di Corigliano-Rossano, che ha scelto di applicare la definizione agevolata alle proprie entrate.

«Il Comune di Corigliano-Rossano, come molti altri enti locali, ha lavorato sodo e fatto enormi sacrifici scegliendo di aderire alla definizione agevolata, consentendo ai cittadini di regolarizzare le proprie posizioni attraverso lo stralcio di sanzioni e interessi, fermo restando il pagamento del tributo dovuto», afferma Stasi.

Secondo il calcolo indicato dal primo cittadino, nel territorio comunale sarebbero quasi 17 milioni gli importi potenzialmente eliminabili tra sanzioni e interessi. La cifra non corrisponde quindi alla cancellazione dei tributi originari, che dovranno essere comunque pagati.

La stima sulle cartelle del bollo auto

La prima parte della valutazione formulata da Stasi riguarda i crediti regionali e, in particolare, le posizioni relative alla tassa automobilistica.

«Parliamo della carne viva dei calabresi, per esempio delle posizioni relative al bollo auto con migliaia di cartelle, fermi macchina e pignoramenti», dichiara il sindaco.

Sulla base dei dati che definisce limitati, Stasi stima tra 80 e 90 milioni di euro l’ammontare complessivo delle sanzioni e degli interessi che avrebbero potuto rientrare nella definizione agevolata. Nel documento non vengono però riportati il metodo di calcolo, il numero delle posizioni esaminate o una certificazione regionale della cifra.

«Non si tratta di cancellare i tributi, ma di permettere a chi vuole pagare di tornare in regola senza sostenere il peso di sanzioni e interessi accumulati», precisa il sindaco.

I vecchi crediti idrici verso i Comuni

Alla stima sul bollo auto Stasi aggiunge la partita dei crediti idrici regionali riferiti al periodo compreso tra il 1981 e il 2004.

Il sindaco sostiene che interessi e sanzioni collegati a queste posizioni possano raggiungere complessivamente una cifra compresa tra 50 e 60 milioni di euro. Si tratta, anche in questo caso, di una valutazione indicata nell’intervento politico e non accompagnata da documentazione contabile.

Stasi sottolinea inoltre che quei debiti risalgono ad amministrazioni precedenti rispetto a quelle attualmente in carica e teme che i relativi costi possano ricadere sui bilanci comunali e, indirettamente, sui cittadini.

L’attacco alla Giunta regionale

Sommando i due importi, il sindaco arriva alla cifra politica di almeno 150 milioni di euro. «La Regione aveva una possibilità concreta: alleggerire i calabresi di almeno 150 milioni di euro, consentendo loro di uscire da situazioni pesanti. Ha scelto di non utilizzarla», sostiene Stasi.

Il primo cittadino utilizza toni particolarmente duri contro il centrodestra regionale, accusandolo di «rubare ai poveri per dare ai ricchi».