Il progetto contro la solitudine involontaria degli anziani fa tappa a San Lucido. Lunedì 31 agosto sarà presentato “Non più Soli e… Memorie in Cammino”, iniziativa rivolta agli over 65 e costruita per promuovere relazioni sociali, partecipazione e invecchiamento attivo.

Il progetto pilota è stato ideato dall’ATS 2 Cetraro-Paola e viene realizzato dalla Cooperativa sociale “Il Raggio Verde”. La tappa di San Lucido arriva dopo l’incontro organizzato il 19 agosto in piazza Giorgio Castriota Skanderbeg a Falconara Albanese.

Non sono stati ancora comunicati l’orario e il luogo della presentazione prevista a San Lucido.

A Falconara anziani protagonisti del progetto

Durante l’incontro di Falconara Albanese, gli abitanti hanno condiviso storie personali, competenze artigiane e creazioni legate alla tradizione locale. In piazza sono stati presentati manufatti in legno, cesti in vimini e lavorazioni all’uncinetto.

Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco Giuseppe Porco, la vicesindaca con delega alle Politiche sociali Arianna De Bartolo e Marianna Andreoli, assistente sociale referente del progetto.

Per la Cooperativa “Il Raggio Verde” erano presenti la presidente Emanuela Sassone, l’educatrice professionale e responsabile del gruppo di lavoro Silvia Corvese e il musicoterapeuta Leon Vulpitta.

«Gli anziani sono esperienza e memoria storica, le radici della nostra comunità e se siamo qui stasera il merito è vostro», ha affermato il sindaco Porco rivolgendosi ai partecipanti.

Arianna De Bartolo ha sottolineato la necessità di superare una rappresentazione esclusivamente assistenziale della terza età: «L’anziano non è solo destinatario di assistenza, è una persona con competenza ed esperienza, custode di tradizioni e memorie, elementi fondamentali per la costruzione di identità».

Una nuova sede per le attività degli anziani

Nel corso della presentazione, il sindaco e la vicesindaca hanno annunciato la prossima apertura a Falconara Albanese di uno spazio destinato alle attività della popolazione anziana.

La struttura dovrebbe diventare un luogo di incontro e condivisione, coinvolgendo anche le associazioni locali. Tra le attività prospettate figurano le lavorazioni artigianali e la preparazione della pasta fatta a mano.

L’obiettivo è favorire il passaggio delle conoscenze alle nuove generazioni e restituire agli anziani un ruolo attivo nella vita della comunità.

Il contrasto alla solitudine involontaria

Marianna Andreoli ha spiegato che il progetto non considera la solitudine soltanto come assenza fisica di familiari o persone vicine.

«Solitudine involontaria non significa solo essere soli fisicamente perché si hanno i figli o i nipoti lontani; si può avere una famiglia numerosa accanto e sentirsi soli perché non ci si sente più parte attiva della propria comunità», ha evidenziato l’assistente sociale.

Il programma partirà quindi dall’ascolto dei bisogni e delle risorse disponibili nei singoli territori, mettendo gli over 65 al centro della definizione delle attività.

Silvia Corvese ha individuato nella relazione e nella socialità gli strumenti principali per affrontare le vulnerabilità collegate all’età: «L’obiettivo deve essere confrontarsi e confortarsi l’un con l’altro, con l’ausilio di professionisti che vi seguiranno, dandovi supporto e indicazioni».

Attività differenti nei nove comuni

“Non più Soli e… Memorie in Cammino” interesserà nove comuni appartenenti all’ambito dell’ATS 2 Cetraro-Paola. Il progetto non verrà applicato in maniera identica in ogni territorio, ma sarà adattato alle esigenze espresse dalla popolazione locale.

Saranno gli stessi anziani a indicare le attività da realizzare e gli aspetti sui quali intervenire. Associazioni, Pro Loco e parrocchie saranno coinvolte nella costruzione della rete territoriale.

«Abbiamo parlato del progetto, ma le modalità con cui sarà applicato le deciderete voi», ha spiegato la presidente della Cooperativa “Il Raggio Verde”, Emanuela Sassone, valorizzando le capacità artigiane emerse a Falconara.

Musica e memoria per ricostruire relazioni

Nel percorso troverà spazio anche la musicoterapia. Leon Vulpitta ha spiegato che il termine terapia viene utilizzato nel significato greco di therapeia, inteso come prendersi cura degli altri.

Suono e musica saranno impiegati per stimolare la memoria, favorire il riconoscimento reciproco e creare occasioni di incontro tra persone e generazioni.

«Dove sembra che esista isolamento, in realtà ci sono professionisti del settore che possono mettere in campo strumenti per trasformare l’isolamento in relazione, socialità e capacità di riconoscersi», ha concluso Vulpitta.