Il presidente del Consiglio comunale esprime vicinanza all’esponente politico: «Il mandato deve essere esercitato senza pressioni, intimidazioni o violenze»
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Il presidente del Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, Marco Ambrogio, condanna l’aggressione che il consigliere Enzo Sellaro avrebbe subito all’esterno dopo l’ultima seduta dell’assemblea cittadina. Ambrogio annuncia inoltre che informerà dell’accaduto il prefetto di Cosenza.
Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla dinamica dell’episodio né sulle persone eventualmente coinvolte. Il presidente dell’assise confida nel lavoro delle forze dell’ordine per la ricostruzione dei fatti e l’accertamento delle eventuali responsabilità.
«Condanno con fermezza l’aggressione che il consigliere comunale Enzo Sellaro ha di recente subito all’esterno dopo l’ultimo Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore. A lui esprimo la mia assoluta vicinanza, personale e istituzionale», afferma Ambrogio.
«La libertà di espressione deve essere tutelata»
Il presidente del Consiglio comunale richiama il diritto di ciascun componente dell’assemblea a esprimere liberamente le proprie posizioni e a intervenire durante il dibattito politico.
«La libertà di un consigliere comunale di intervenire in Aula e di esprimere le proprie posizioni deve essere sempre rispettata e tutelata», sottolinea Ambrogio.
L’episodio viene quindi collocato sul piano della tutela delle prerogative istituzionali, indipendentemente dall’appartenenza politica del consigliere interessato.
Gli accertamenti delle forze dell’ordine
Ambrogio manifesta fiducia nell’attività delle forze dell’ordine, chiamate a chiarire quanto avvenuto dopo la seduta consiliare.
«Sono convinto che le forze dell’ordine ricostruiranno i fatti al più presto e accerteranno eventuali responsabilità», dichiara il presidente.
Allo stato, il comunicato non riferisce l’esito di denunce o accertamenti investigativi. Ogni responsabilità dovrà quindi essere verificata dagli organi competenti sulla base degli elementi raccolti.
Il limite del confronto politico
Il presidente dell’assise distingue il confronto, anche acceso, che può svilupparsi all’interno del Consiglio comunale da qualsiasi comportamento diretto a esercitare pressioni o intimidazioni.
«In Consiglio ci si confronta, ci si divide e ci si scontra politicamente, anche con toni forti, ma il rispetto delle persone e delle funzioni istituzionali è un limite che nessuno può superare», afferma Ambrogio.
Il dissenso politico, secondo il presidente, deve rimanere circoscritto alle forme democratiche del dibattito e non può tradursi in condotte capaci di condizionare l’attività degli amministratori.
Ambrogio: «Le differenze politiche non cambiano il giudizio»
Ambrogio ricorda di avere avuto posizioni differenti da Sellaro e di essere stato suo avversario nell’ultima competizione elettorale. Una contrapposizione che, precisa, non incide sulla valutazione dell’accaduto.
«Davanti a un episodio del genere non esistono maggioranza e opposizione, ma abbiamo il dovere di difendere la libertà di ciascun consigliere di svolgere il proprio mandato senza pressioni, intimidazioni o violenze».
La dichiarazione assume così un carattere istituzionale, con l’obiettivo di richiamare tutte le componenti politiche al rispetto delle funzioni esercitate dai membri dell’assemblea.
La comunicazione al prefetto di Cosenza
Il presidente annuncia infine l’intenzione di portare la vicenda all’attenzione del prefetto di Cosenza.
«Da presidente del Consiglio comunale ritengo mio preciso dovere tutelare l’assemblea, i suoi componenti e la libertà del confronto democratico», conclude Ambrogio.

