Ecco cosa hanno risposto alle nostre cinque domande. Il candidato del centrodestra stasera con Occhiuto in piazza: «La Sanità al centro della mia futura azione, scongiuriamo il commissariamento del Comune». L’ex sindaco non ha paura di ritrovarsi in minoranza in Consiglio: «Governare senza la maggioranza è la più alta forma di democrazia»
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Nessun confronto faccia a faccia, ma un’intervista doppia al nostro network hanno accettata entrambi di rilasciarla. Marco Ambrogio e Antonio Barile, che avrebbe accettato anche il vis a vis, lunedì pomeriggio all’apertura delle urne si contenderanno, voto dopo voto, la guida del più grande comune della Sila. Il tutto a margine di un’intensa campagna elettorale. Le elezioni di San Giovanni in Fiore vivranno così gli ultimi tre intensi giorni. Poi non ci sarà spazio per nulla, se non per la conta delle preferenze.
Ambrogio, 45 anni, avvocato e imprenditore, ha chiuso il primo turno in testa con il 45,46% dei consensi. Esponente del centrodestra, è stato sostenuto da una coalizione composta da dieci liste. Barile, 67 anni, commercialista ed ex sindaco della città tra il 2010 e il 2014, al primo turno ha ottenuto il 26,22% dei voti e punta ora a ribaltare il risultato grazie alla convergenza degli altri due candidati esclusi dalla corsa. Candelise e Belcastro gli hanno garantito il proprio appoggio pubblicamente.
Abbiamo rivolto loro cinque domande sui temi che maggiormente sono stati di attualità in queste settimane. Con la schiettezza che ha caratterizzato ogni loro sortita pubblica, non si sono tirati indietro. E, come al solito, se ne sono dette di ogni. Ma la posta in palio è altissima: c’è la poltrona di sindaco della capitale della Sila.
1) Campagna elettorale molto intensa, spesso verbalmente oltre il limite. Quale è stato il momento peggiore e quello che secondo lei ha portato all’esito sancito dal primo turno delle elezioni di San Giovanni in Fiore?
Ambrogio: «E’ stata una campagna senza precedenti: da una parte un programma incentrato sul futuro, dall’altro solo ingiurie. In 25 anni di politica io non sono mai stato sfiorato da un’inchiesta, a differenza di altri. Non abbiamo vinto al primo turno perché c’è stata la politica del tutti contro lo “straniero” che ha parlato alla pancia della gente. Una marea di mistificazioni e di notizie infondate».
Barile: «Penso che i momenti cruciali siano stati diversi. Ambrogio ha basato la sua campagna elettorale su delle falsità ed ha evitato i confronti per il ballottaggio. Del resto un candidato che ottiene 1500 voti in meno delle sue liste, vuol dire che non è poi così apprezzato. Di questi 1500 cittadini che hanno votato per altri sindaci, mille hanno scelto me».
2) Questione anatra zoppa in Consiglio comunale. Qualora vinca Barile comporterà dei problemi di assetto amministrativo?
Ambrogio: «Certo. Non ci sarà governabilità e si andrà verso un commissariamento di 18 mesi. Ritengo sia pertanto un fatto assai negativo, considerato che si perderebbero diversi finanziamenti in concomitanza delle scadenze del Pnrr. Onestamente non so se sia meglio l’arrivo dei commissari o il fatto che Barile voglia dichiarare il dissesto».
Barile: «Ci sono diversi esempi in Calabria di sindaci che governano in minoranza. Io stesso nel 2010 feci questa esperienza. Ritengo tuttavia che sia la forma più alta di democrazia che possa esistere: un sindaco controllato dall’opposizione per ogni tipo di atto. Ambrogio certamente non accetterà la sconfitta e tenterà di far dimettere i consiglieri eletti nelle sue liste. Se accadrà, andremo a votare di nuovo e vinceremo col 70% delle preferenze»
3) Se dovesse essere eletto sindaco, ha in mente cosa fare nei primi 100 giorni? In poche parole, dove metterà subito mano?
Ambrogio: «Sicuramente daremo continuità amministrativa con quanto fatto da Rosaria Succurro. Ma la prima opera sarà la pacificazione della città, perché si è respirato un clima pesante ed infuocato. Dispiace che Belcastro e Candalise abbiano seguito il solco tracciato da Mario Oliverio e che oggi sostengano Barile e di conseguenza un inevitabile commissariamento».
Barile: «Ho tutto fin troppo chiaro. Innanzitutto farò io il sindaco e non mia moglie. Poi varerò a stretto giro una giunta con professionisti specializzati nelle varie aree di riferimento. Formerò un comitato civico coinvolgendo le migliori menti sangiovannesi sul territorio e sparse per l’Italia e l’Europa. Con i cittadini ho preso un impegno ben preciso: riaprire immediatamente l’area pedonale. Quell’opera, come detto in campagna elettorale è stata un affronto, così come lo spostamento del monumento a noi tanto caro. Il mio competitor così facendo ha distrutto 10 attività commerciali».
4) Ha pensato a qualcosa per contrastare lo spopolamento?
Ambrogio: «Stiamo lavorando da 5 anni in modo intenso. Un sindaco può lottare contro questa piaga, tanto che abbiamo creato 22 nuove attività e altre sono state finanziate. Tutto ciò ha generato nuovi posti di lavoro: 30 negli asili e ulteriori 10 in arrivo. Inoltre ci siamo concentrati sulla stabilizzazione dei precari. Come noto, di recente sono state approvate due delibere di giunta con 63 stabilizzazioni riguardanti l’ex legge 15 e con 140 invisibili equiparati ai TIS».
Barile: «Certo, ci sarà un assessorato che andrà a caccia di ogni finanziamento e uno sportello dedicato alle attività produttive e commerciali. Lavoreremo inoltre sull’ospedale e sulla sanità che è un altro elemento che scoraggia la popolazione e fa scappare i residenti. I giovani resteranno a San Giovanni in Fiore se c’è lavoro e un volano può essere il turismo. Ecco perché tenteremo di recuperare le bellezze di Lorica distrutte da Ambrogio».
5) Perché secondo lei i cittadini di San Giovanni in Fiore la eleggeranno sindaco?
Ambrogio: «Perché abbiamo parlato di presente e perché parliamo di futuro. Abbiamo in mente tanti progetti e dalla nostra c’è la filiera istituzionale che ci darà una mano. Stasera con Occhiuto parleremo in piazza di Sanità. Grazie alla legge sugli ospedali di montagna proposta da Rosaria Succurro lo faremo tornare agli antichi splendori, mentre nel 2010 con Barile venne chiuso».
Barile: «Perché faccio politica per l’esclusivo interesse dei cittadini. Mi sono candidato per restare vicino ai più deboli e perché Ambrogio, dicendo bugie, ha utilizzato San Giovanni in Fiore quale trampolino di lancio per la carriera politica sua e di Rosaria Succurro. La fotografia perfetta è la recente inaugurazione a Lorica di un cantiere sfruttando l’intelligenza artificiale.

