Carlo Guccione (Pd) ricorda che sono ben 23 i bilanci delle Aziende sanitarie e ospedaliere calabresi non approvati nonostante i poteri straordinari in capo ad Occhiuto. L'Asp di Cosenza costretta ancora una volta a sancire l'impignorabilità delle somme per frenare il contenzioso
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Uscire dal piano di rientro Questo l'obiettivo dichiarato dal presidente Roberto Occhiuto. Più facile a dirsi che a farsi, visto che la contabilità della sanità calabrese presenta ancora molti punti oscuri.
Carlo Guccione per spiegare il problema parte dal Dca del 27/3/2025 la ricognizione sullo stato di approvazione dei bilanci d'esercizio delle aziende del sistema sanitario regionale per gli anni 2015-2019 e approvazione dei bilanci d'esercizio 20/21 a seguito delle decorrenza dei termini dell'articolo 13, comma 2 della legge regionale numero 19 marzo 2004”.
In questo documento si elencano tutti i bilanci non approvati dal commissario per il Piano di Rientro, Guido Longo, il quale non approva gran parte dei bilanci del 2015 e del 2019 delle aziende sanitarie provinciali e ospedaliere della Calabria. Questi bilanci da quando è andato via Longo, nessuno li ha adottati e quindi risultano non approvati. Ma questo non è l'unico problema. Guccione ricorda l'emendamento del senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, che permette alle aziende sanitarie della Calabria di approvare bilanci anche in assenza dei documenti contabili precedenti. È quello che hanno fatto le Asp di Cosenza e Reggio Calabria.
Allora a causa del combinato disposto dei bilanci non approvati da Longo e di quelli approvati dalle Asp di Cosenza e Reggio Calabria sulla base dei dati disponibili l'effetto è quello dell'assoluta incertezza dei dati. Non solo per i documenti contabili in questione, ma anche nel bilancio consuntivo regionale.
«Non è un caso - dice Guccione - se all'ultimo tavolo di controllo i ministri vigilanti hanno chiesto al commissario Occhiuto se intendeva o meno approvare i vecchi bilanci mai approvati. Perché qui corriamo il rischio di passare da una contabilità orale ad una, come dire, deduttiva, sulla base dei dati in nostro possesso che non sono completi. Che valenza possono avere bilanci di questo tipo? Non a caso Lotito nel suo emendamento aveva inserito anche lo scudo penale per i manager che approvavano nuovi bilanci senza aver approvato i vecchi. Guardi che non stiamo parlando di cifre di poco conto, stiamo parlando del bilancio dell'Asp di Cosenza che ha un bilancio di un miliardo e duecento milioni l'anno e dell'Asp di Reggio che conta invece novecento milioni l'anno»
Però Guccione pone un'altra domanda. «Perché nessuno ha utilizzato i bilanci non approvati da lungo tempo? Perché nessun commissario fino ad oggi? Forse perché nei Dca di Longo era prevista la trasmissione di quei bilanci alla Corte dei Conti e alle procure della Repubblica competenti per quanto riguarda profili di reato e l'attendibilità dei conti consuntivi. Qui c'è bisogno di un chiarimento perché non vorrei che tutte queste cose si ritrovassero tra qualche anno i presidenti di regione che andranno a governare la nostra Calabria. E' come rimandare il problema, se non si fa luce e non si prendere i provvedimenti adeguati noi saremo sempre in una condizione in cui il bilancio del sistema sanitario regionale è un bilancio etereo soggetto a modifiche, soggetto a eventi che potranno far emergere un contenzioso e uno svantaggio enorme».
Secondo Guccione, infatti, il problema del contenzioso è tutt'altro che risolto. Lo dimostra sulla base di una delibera adottata dall'Asp di Cosenza, la più grande della Calabria. L'atto in questione è stato adottato il 27.4.2026 e sancisce l'impignorabilità delle somme del secondo trimestre del 2026. «Perché lo fa? Andiamo a leggere le motivazioni - dice Guccione - elevato contenzioso pendente relativo al risarcimento danni derivanti da colpa professionale, dalle cause instaurate dai dipendenti e prestatori d'opera professionale, nonché del contenzioso esistente tra l'Asp ei terzi fornitori, azioni attivate da terzi creditori per ottenere per via giudiziale provvedimenti forzosi al soddisfacimento dei crediti verso l'azienda. Tutto questo testimonia uno stato precario dei conti dell'Asp che, nonostante un trasferimento annuo di un miliardo e duecento milioni, è ancora costretta a ricorrere all'impignorabilità delle somme per non bloccare il bilancio, altrimenti non potrebbe pagare i dipendenti e fornire i servizi essenziali»
Infine Guccione ricorda la questione Cosenza dove è aperto un procedimento penale per i bilanci dell'Asp 2015 e 2017 per "palese illegittimità e illogicità delle poste in bilancio . Questa è un'altra partita che se non si chiude come si fa a stabilire l'esatto bilancio del sistema sanitario calabrese? Parliamo di un bilancio che, fra trasferimenti statali e risorse regionali, ammonta ai 4 miliardi e 400 milioni. Quindi anche il fatto che siano stati raggiungono due bilanci consecutivi a pareggio suscita molti dubbi alla luce delle cose che stiamo dicendo Che non sono chiacchiere, sono dati contenuti in un Dca della Regione Calabria e che è stata sollevata nell'ultimo tavolo interministeriale".
Per Guccione la cosa incredibile è che siamo in questa situazione «nonostante i poteri straordinari che ha goduto Occhiuto ovvero l'assurdità che già un commissario che poteva andare in deroga alla Costituzione ha avuto ulteriori poteri straordinari per 4 anni grazie al decreto calabria e siamo arrivati a un bilancio che ancora non è stato definito nella sua interezza. Questo comporta che l'uscita dal commissariamento appare più come una cosa politica che tecnica visto che ci sono ben 23 bilanci di Asp e aziende ospedaliere non approvate negli anni passati».
Ipotesi? Vedremo. Presto, continua Guccione, avremo la cartina al tornasole. «Il programma operativo 2022/2025 è scaduto, ora si aspetta il programma operativo 2024/2028. Lì capiremo se la Calabria sarà costretta ad un altro periodo di lacrime e sangue sulla sanità oppure no!».


