USB PI, Nursing Up e FSI-USAE denunciano carenze di personale, mezzi fermi e incertezze sul passaggio ad Azienda Zero
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
Il 118 in Calabria rischia di arrivare alla stagione estiva dentro una crisi amministrativa e organizzativa che i sindacati definiscono ormai non più tollerabile. USB PI, Nursing Up e FSI-USAE denunciano l’assenza di risposte da parte della Presidenza della Regione Calabria e chiedono al presidente Roberto Occhiuto la convocazione urgente di un tavolo istituzionale sul futuro del servizio di emergenza-urgenza.
Al centro dello scontro ci sono il passaggio dei lavoratori dalle Aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero, la carenza cronica di personale, i mezzi di soccorso fermi da mesi e il rischio che, con l’aumento delle presenze turistiche, il sistema possa andare in forte sofferenza.
118 in Calabria, i sindacati chiedono un incontro urgente a Occhiuto
La richiesta di confronto, secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, è stata inviata oltre un mese fa alla Presidenza della Regione Calabria, ma sarebbe rimasta senza alcun riscontro. Una situazione che USB PI, Nursing Up e FSI-USAE giudicano grave, soprattutto alla luce della delicatezza delle questioni poste.
Il nodo principale riguarda il trasferimento del personale del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 dalle Asp ad Azienda Zero. Un’operazione che, secondo i sindacati, presenta ancora diversi punti oscuri e lascia nell’incertezza centinaia di lavoratrici e lavoratori impegnati in un servizio essenziale per la tutela della salute pubblica.
Le organizzazioni chiedono chiarimenti sulle garanzie occupazionali, sulla salvaguardia dei diritti acquisiti, sulle modalità operative della transizione e sulle tempistiche certe del trasferimento. L’assenza di risposte, secondo i firmatari della nota, alimenta preoccupazione e disorientamento tra i dipendenti.
Carenza di personale e mezzi fermi nel servizio di emergenza
La denuncia dei sindacati riguarda anche lo stato operativo del servizio. Il SEU 118 calabrese, secondo USB PI, Nursing Up e FSI-USAE, sarebbe dentro un profondo caos amministrativo, aggravato da due criticità strutturali.
La prima riguarda la carenza cronica di personale. Gli organici, secondo le organizzazioni, risultano sottodimensionati rispetto alle reali esigenze del servizio, con turni logoranti e una pressione sempre più pesante sugli operatori. Una condizione che rischia di avere ricadute sulla qualità e sulla tempestività dei soccorsi.
La seconda criticità riguarda i mezzi di soccorso fuori servizio da mesi. Numerose ambulanze e veicoli di emergenza, denunciano i sindacati, sarebbero guasti e inutilizzati, senza sostituzioni o riparazioni tempestive.
Il nodo ORION e la gestione del parco mezzi
Nel comunicato viene richiamato anche il capitolato contrattuale stipulato con la società ORION, affidataria della gestione e manutenzione del parco mezzi del 118, e con Azienda Zero. Secondo USB PI, Nursing Up e FSI-USAE, la mancata piena disponibilità dei mezzi rappresenterebbe una violazione degli obblighi previsti.
Per i sindacati, l’inadempienza non può essere ulteriormente tollerata, perché incide direttamente sulla capacità di risposta del sistema di emergenza sul territorio regionale. Il tema non riguarda soltanto l’organizzazione interna del servizio, ma la sicurezza dei cittadini e la possibilità di garantire interventi rapidi in caso di necessità.
L’allarme per l’estate e il rischio collasso
A rendere più urgente la vertenza è l’avvio della stagione estiva. La Calabria, meta turistica nazionale e internazionale, registra nei mesi estivi un forte aumento della popolazione presente sul territorio. Questo incremento comporta inevitabilmente un aumento delle richieste di intervento sanitario d’emergenza.
In un quadro già fragile, si aggiunge la necessità di garantire ai dipendenti del 118 il diritto alle ferie estive. Un diritto che, nelle attuali condizioni di carenza di organico, rischia di essere compresso, con conseguenze sia sul benessere dei lavoratori sia sulla continuità del servizio.

