Il sindacato chiede all’Azienda sanitaria di verificare la posizione dei componenti trasferiti ad altri enti e solleva dubbi sulla validità delle riunioni e degli eventuali accordi sottoscritti. Gentile: «I lavoratori hanno diritto alla trasparenza»
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La FSI-USAE apre il fronte sulla composizione della RSU dell’Asp di Cosenza e chiede all’Azienda sanitaria di fare chiarezza sulla legittimità della delegazione trattante attualmente operativa.
La segreteria territoriale del sindacato, guidata da Claudio Gentile, riferisce di aver trasmesso il 20 ottobre una nota all’Asp, alle organizzazioni sindacali e al coordinatore della RSU chiedendo formalmente una verifica sulla composizione dell’organismo e della delegazione chiamata a partecipare alla contrattazione aziendale.
Secondo la FSI-USAE, la questione avrebbe conseguenze tutt’altro che formali, poiché riguarda gli organismi che discutono e sottoscrivono accordi destinati a incidere sulle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Azienda sanitaria.
I dubbi sui componenti trasferiti
Al centro della contestazione c’è la posizione di alcuni componenti della RSU che, secondo quanto sostiene il sindacato, sarebbero stati nel frattempo trasferiti presso altre amministrazioni ed enti pubblici, tra cui Azienda Zero.
La FSI-USAE ritiene che il passaggio ad altra amministrazione possa far venir meno i presupposti per continuare a esercitare il mandato all’interno dell’Asp di Cosenza e chiede quindi che venga verificata la piena regolarità della composizione dell’organismo.
Il sindacato invita inoltre il coordinatore della RSU a procedere alla convocazione dell’assemblea, alla sostituzione degli eventuali componenti decaduti, alla nomina dei nuovi membri della delegazione trattante e del nuovo presidente.
Contestata la riunione del 21 ottobre
La presa di posizione arriva anche dopo la riunione della delegazione trattante RSU del 21 ottobre, autoconvocata presso la Direzione generale dell’Asp.
Per la FSI-USAE è necessario chiarire se l’organismo che ha partecipato all’incontro fosse pienamente legittimato ad assumere decisioni suscettibili di produrre effetti sul personale.
«Con quale legittimazione una delegazione trattante composta anche da soggetti non più appartenenti all’Asp di Cosenza può sottoscrivere accordi o discutere problematiche che riguardano i lavoratori dell’Azienda?», è la domanda posta dal sindacato.
Critiche anche nei confronti dell’intervento del coordinatore RSU durante la riunione, definito dalla FSI-USAE un’iniziativa più orientata all’«autopromozione» che alla concreta rappresentanza dei lavoratori.
Le richieste all’Asp
Il sindacato chiede ora all’Azienda sanitaria di chiarire pubblicamente tre aspetti: se la riunione del 21 ottobre sia stata convocata e svolta da un organismo regolarmente costituito, se gli eventuali accordi assunti possano essere considerati pienamente validi e se sia corretto proseguire la contrattazione con una delegazione sulla cui composizione sono stati sollevati dubbi.
Secondo la FSI-USAE, la corretta costituzione degli organismi di rappresentanza rappresenta un presupposto essenziale per la validità delle relazioni sindacali e della contrattazione integrativa.
«La trasparenza non può essere facoltativa»
La sigla sindacale precisa che l’iniziativa non sarebbe diretta contro singole persone, ma avrebbe come obiettivo quello di garantire «legalità, trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dei diritti dei lavoratori».
In assenza di risposte da parte dell’Asp, la FSI-USAE annuncia la possibilità di rivolgersi alle sedi competenti per chiedere una verifica sulla regolarità delle procedure adottate.
«La trasparenza non può essere facoltativa. Il rispetto delle regole non può essere negoziabile. La rappresentanza dei lavoratori deve essere legittima, sempre», conclude il segretario territoriale Claudio Gentile.

