Sala partecipata al Museo del Presente per l’incontro promosso da Attiva Rende. Irto, Orrico e Pignataro discutono i punti contestati della riforma e rilanciano la necessità di costruire un percorso unitario tra le forze progressiste
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Un confronto sulla nuova legge elettorale, ma anche un’occasione per ragionare sul futuro del centrosinistra e sulla necessità di costruire un fronte comune in vista delle prossime sfide politiche. È il doppio binario sul quale si è sviluppato l’incontro promosso da Attiva Rende al Museo del Presente, che ha registrato una forte partecipazione di cittadini.
Al centro della discussione la nuova disciplina per l’elezione di Camera e Senato, entrata in vigore il 24 ottobre. La legge introduce un sistema proporzionale con un premio di governabilità di 70 deputati e 35 senatori per la lista o coalizione che superi il 42% dei voti in entrambe le Camere, reintroduce le preferenze mantenendo però i capilista bloccati e prevede l’indicazione del candidato alla Presidenza del Consiglio.
Il confronto sui punti più contestati della riforma
Ad aprire l’incontro sono stati gli interventi tecnici del professor Roberto De Luca, docente di Sistemi elettorali e Sistemi politici dell’Università della Calabria, e dell’avvocato Salvatore Giorno.
A seguire il confronto politico tra i segretari regionali delle forze progressiste Nicola Irto, Anna Laura Orrico e Fernando Pignataro, sollecitati nel dibattito da Mimmo Talarico.
I rappresentanti del centrosinistra hanno espresso forti perplessità sulla nuova legge, a partire dal metodo seguito per la sua approvazione. Alla Camera il Governo ha effettivamente posto la questione di fiducia sui primi tre articoli del provvedimento, impedendo ulteriori modifiche a quelle parti del testo.
Tra i punti contestati durante l’incontro sono stati indicati il premio di maggioranza, la presenza dei capilista bloccati, l’obbligo per le coalizioni di indicare preventivamente il nome della persona proposta per Palazzo Chigi, le norme sull’equilibrio di genere, le modalità di attribuzione dei seggi al Senato e l’aumento delle firme richieste alle formazioni non esentate per la presentazione delle liste.
Si tratta di profili sui quali i relatori hanno espresso dubbi di costituzionalità. Un eventuale pronunciamento della Corte costituzionale, tuttavia, potrà avvenire soltanto qualora la Consulta venga investita della questione attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento.
«Fare fronte comune»
Il confronto non si è fermato agli aspetti tecnici della legge. Dal pubblico è arrivata con forza la richiesta di una maggiore unità tra le forze progressiste, tema raccolto dai rappresentanti politici presenti. L’indicazione emersa è quella di lavorare a un percorso comune che vada oltre le differenze tra i singoli partiti e costruisca una proposta politica condivisa.
Per i dirigenti intervenuti, la sfida resta quella di presentarsi agli elettori con una coalizione capace di confrontarsi sui temi economici e sociali e di proporsi come alternativa all’attuale maggioranza di Governo.
L’appuntamento del Museo del Presente diventa così anche un passaggio politico per il centrosinistra calabrese: dalla critica alle nuove regole elettorali alla ricerca di una maggiore unità in vista dei prossimi appuntamenti alle urne.

