Una nuova porta d'accesso alla sanità territoriale apre a Cetraro. Giovedì alle 11.30 è in programma l'inaugurazione della Casa della Comunità, struttura destinata a riunire nello stesso presidio medici, infermieri, specialisti e servizi socio-sanitari, con l'obiettivo di avvicinare l'assistenza ai cittadini e ridurre la necessità di rivolgersi all'ospedale per prestazioni che possono essere garantite sul territorio.

All'appuntamento prenderanno parte il sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta, la direttrice sanitaria dell'Asp di Cosenza Angela Riccetti e il commissario straordinario dell'Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar. La struttura si inserisce nel nuovo modello di organizzazione della sanità territoriale, costruito attorno a una presa in carico più integrata e continuativa dei pazienti.

La filosofia alla base del progetto è racchiusa in una frase della nota: «La salute non nasce in ospedale, ma nei quartieri, nei paesi, nei luoghi in cui viviamo ogni giorno». Da qui l'idea di una struttura che non sia soltanto il luogo nel quale effettuare una visita, ma un punto di riferimento stabile per la popolazione.

«La Casa di Comunità non è un semplice poliambulatorio: è il primo punto di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario». All'interno dello stesso presidio operano infatti medici di medicina generale, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e di comunità, assistenti sociali e psicologi.

L'obiettivo è mettere in rete competenze diverse per garantire una presa in carico completa, capace di tenere insieme la dimensione sanitaria e quella sociale, soprattutto nel caso di pazienti con bisogni complessi.

Dalla medicina generale agli specialisti: i servizi della Casa di Comunità

A Cetraro i medici di medicina generale assicurano turni h12, mentre la guardia medica garantisce l'assistenza nelle ore notturne. Una copertura che punta a rendere più stabile la presenza sanitaria sul territorio e a offrire ai cittadini un riferimento anche al di fuori del normale orario di attività degli ambulatori.

Accanto alla medicina generale c'è una rete di specialisti ambulatoriali. Nella Casa di Comunità sono presenti competenze in geriatria, nutrizione, chirurgia, pneumologia, allergologia, ortopedia, diabetologia, infettivologia, urologia e fisiatria.

«La presenza degli specialisti, si legge nella nota, permette ai cittadini di ricevere cure qualificate senza doversi recare in ospedale, contribuendo così a ridurre gli accessi impropri e a migliorare la qualità dell'assistenza.

La struttura non si limita però alla cura. Una parte significativa dell'attività riguarda infatti la prevenzione, con screening e percorsi di salute rivolti alla popolazione, anche attraverso la collaborazione con le associazioni di volontariato presenti sul territorio»

Il ruolo degli infermieri di famiglia

Nel nuovo assetto un ruolo centrale è affidato agli infermieri di famiglia e di comunità (IfeC), definiti nella nota «la colonna portante della sanità territoriale».

La loro attività supera i confini dell'ambulatorio. Gli infermieri seguono infatti i pazienti cronici anche a domicilio attraverso l'assistenza domiciliare integrata (Adi), coordinano il centro prelievi e organizzano gli screening rivolti alla popolazione.

«Oltre alle prestazioni ambulatoriali, seguono i pazienti cronici a domicilio (Adi), coordinano il centro prelievi e organizzano gli screening per tutta la popolazione», evidenzia la nota.

È uno degli aspetti centrali del modello della Casa di Comunità: intercettare i bisogni prima che si trasformino necessariamente in un accesso ospedaliero e costruire attorno al paziente un percorso assistenziale che prosegua anche a domicilio.

Pua e Uvm, l'integrazione tra sanità e servizi sociali

Tra i servizi attivi nella struttura figurano anche il Punto unico di accesso (Pua), individuato come porta d'ingresso ai servizi socio-sanitari, e l'Unità di valutazione multidimensionale (Uvm), pensata per favorire l'integrazione tra valutazione clinica e dimensione sociale.

La Casa di Comunità di Cetraro diventa così un luogo nel quale diverse professionalità possono intervenire in maniera coordinata, con particolare attenzione alla gestione delle patologie croniche e al sostegno delle fasce più vulnerabili.

Il quadro dei servizi comprende dunque medici di medicina generale con turni h12, guardia medica nelle ore notturne, infermieri di famiglia e di comunità, assistenza domiciliare integrata, centro prelievi, screening territoriali, Pua, Uvm e una rete di specialisti ambulatoriali.

Un sistema costruito intorno alla prossimità, con l'obiettivo di rendere l'assistenza più facilmente raggiungibile e di rafforzare il rapporto tra cittadini e servizi sanitari.

«La Casa di Comunità di Cetraro rappresenta un passo decisivo verso una sanità più umana, accessibile e radicata nel territorio», continua la nota.

La prospettiva indicata è quella di una sanità che non aspetta il cittadino, ma che «lo raggiunge, lo accompagna e costruisce con lui percorsi di salute più efficaci e sostenibili». Sarà questo il modello presentato ufficialmente giovedì mattina, con l'inaugurazione della struttura e la sua piena collocazione nella rete della sanità territoriale di Cetraro.