Medici in fuga dagli ospedali pubblici. Le dimissioni superano i pensionamenti. I professionisti under 50 lasciano le corsie per rinforzare le fila della sanità privata. A lanciare l’allarme è il sindacato Anaao Assomed.

In Calabria tra il 2015 e il 2024 la regione ha registrato una riduzione del 12,6% dell'organico dei medici ospedalieri, collocandosi tra i territori italiani che hanno pagato il prezzo più alto in termini di riduzione del personale.

La frattura Nord-Sud: Calabria tra le regioni più colpite

Nell'ultimo decennio, mentre il Centro-Nord ha registrato un saldo positivo di 4.029 medici (+5,9%), il Mezzogiorno ha perso complessivamente 1.166 professionisti (-3,1%).

All'interno di questo quadro penalizzante per il Sud, la Calabria figura tra le quattro regioni con i tagli strutturali più severi agli organici, insieme a Basilicata (-24,6%), Molise (-17,2%) e Valle d'Aosta (-14,2%).

Il "Decreto Calabria": da misura emergenziale a pilastro nazionale

Per contrastare la carenza di personale medico, uno strumento chiave è stato il cosiddetto Decreto Calabria, la misura che tra il 2019 e il 2025 ha consentito l'ingresso nel sistema sanitario di quasi 10.000 giovani medici specializzandi su scala nazionale.

Tuttavia, l'Anaao Assomed avverte che i benefici del ricambio generazionale avviato con questa norma rischiano di essere vanificati dall'accelerazione delle dimissioni volontarie. Per questo motivo, la prima proposta del piano straordinario in 10 punti presentato dal sindacato chiede di rendere strutturale il Decreto Calabria, trasformando il percorso di formazione specialistica in un vero e proprio contratto di formazione-lavoro.

Il contesto nazionale: 3.767 dimissioni volontarie nel 2025

Il fenomeno calabrese s'inserisce in un'emergenza che riguarda l'intero Paese. Nel 2025, per la prima volta nella storia del Servizio sanitario nazionale, le dimissioni volontarie dei medici (3.767) hanno superato i pensionamenti (2.876), con un incremento del 150% rispetto alle 1.503 dimissioni del 2024 e un tasso di abbandono pari al 3,5% del totale dei medici in servizio.

Oggi in Italia, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, 43 rassegnano le dimissioni e 77 abbandonano definitivamente la sanità pubblica. A lasciare i reparti sono clinici con un'età media di 48 anni, spinti all'addio da turni insostenibili, retribuzioni inferiori agli standard europei, burnout e crescenti episodi di violenza nei reparti.

Le richieste per la Calabria e il Mezzogiorno

Per arrestare la fuga dei medici dagli ospedali calabresi e meridionali, l'Anaao Assomed sollecita interventi mirati di perequazione territoriale, mediante incentivi economici e di carriera destinati alle sedi disagiate e alle regioni del Sud.

Tra le altre misure prioritarie richieste al Governo figurano l'abolizione del tetto di spesa per il personale, la detassazione del salario accessorio e l'istituzione di presidi permanenti di sicurezza nei pronto soccorso per tutelare i lavoratori dalle aggressioni.