Il ritorno in corsi dei medici già in pensione, l'utilizzo dei professionisti cubani, la manifestazione di interesse rivolta ai calabresi e non solo che lavorano fuori regione, gli otto milioni che sono stati prelevati dal nostro bilancio sanitario e affidati ad Azienda zero per incaricare società terze di reclutare medici. Abbiamo già detto che sulla copertura del fabbisogno personale del nostro sistema sanitario sembra non esserci una strategia ben definita.

Un'ulteriore conferma arriva dall'Asp di Crotone, dove si è verificato quello che potrebbe definire un paradosso.

Nel novembre del 2023, quasi tre anni fa, l'azienda di Crotone aveva pubblicato un avviso pubblico per titoli e colloquio per il conferimento di incarichi a tempo determinato (contratto di dodici mesi) per dirigenti delle professioni sanitarie, infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica. Il concorso va avanti con i tempi tipici della burocrazia italiana, ma all'appello hanno risposto ben 141 persone.

Il commissario straordinario Monica Calamai il 19 dicembre approva la graduatoria definitiva in base alla quale risultano candidati 50 idonei. L'atto conseguente è l'assunzione, lo ribadiamo per dodici mesi, di quattro dirigenti per branca così come previsto dall'avviso.

Un solo vincitore del concorso è stato convocato dall'azienda e invitato a firmare il relativo contratto per l'accettazione dell'incarico e gli viene anche fornito il badge aziendale . Ad altri quattro viene comunicato un diverso nell'assunzione. Gli altri 46 restavano invece in attesa che qualche altra azienda potesse attingere alla graduatoria approvata.

E invece niente. Nessuno dei quattro ha fatto nemmeno in tempo a strisciare il distintivo per la prima volta che vengono raggiunti da un'amara sorpresa . Il neo direttore generale dell'Asp di Crotone, Antonello Graziano (già direttore generale dell'Asp di Cosenza) decide di ammontare tutto. Con la deliberazione n° 64 del 20 febbraio scorso annulla, di fatto, il concorso . Nella determina si parla di un atto in autotutela giustificato dal fatto che le assunzioni sarebbero irregolari in quanto macchiate da “un vizio generico di legittimità” in quanto queste figure professionali non erano previste nell'atto aziendale in vigore. Tutto annullato, quindi. Ma possibile che il precedente commissario non si sia accorto di questo vizio? Ancora. Il vizio è talmente grave da annullare le procedure? Soprattutto se si considera che il commissario Occhiuto ha pubblicato una manifestazione d’interesse per reclutare anche chi è in possesso di titoli non riconosciuti dall’Ue. Non solo. Non si capisce bene, a proposito dell’ultimo provvedimento del consiglio regionale, chi dovrebbe valutare i titoli dei medici reclutati da queste aziende terze: Azienda zero? Le stesse aziende che propongono la manodopera? Mistero. Eppure a Crotone per un vizio di forma si annulla un concorso svolto per titoli ed esami.

Intanto nella sanità che fatica a trovare le figure professionali necessarie una graduatoria che poteva essere utile anche ad altre aziende del nostro sistema sanitario, perché vi potevano attingere senza espletare nuovi concorsi, viene annullata. Forse per questo poi il commissario Occhiuto è costretto a cercare figure sanitarie in tutto il globo terracqueo e con tutti i mezzi.