La nuova missione del programma Artemis della NASA è pronta al lancio e segna un altro passo nel ritorno dell’uomo sulla Luna. Il lancio è previsto nelle prossime ore dal Kennedy Space Center in Florida e sarà seguito in diretta in tutto il mondo a partire dalle 20:30.

Il programma Artemis rappresenta il più importante progetto spaziale internazionale degli ultimi decenni: l’obiettivo è riportare astronauti sulla Luna, costruire una base lunare permanente e preparare le missioni umane verso Marte. Dopo Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo SLS e la capsula Orion, le missioni successive prevedono il ritorno degli astronauti in orbita lunare e successivamente l’allunaggio.

La diretta del lancio sarà trasmessa sui canali ufficiali della NASA e in streaming su NASA TV e sul canale YouTube dell’agenzia spaziale americana. La finestra di lancio è prevista in serata (orario italiano), con collegamenti e copertura live già diverse ore prima del decollo.

Il contributo dell’Università della Calabria alla missione NASA

Alla missione Artemis ha dato e continua a dare un contributo importante anche l’Università della Calabria, attraverso il lavoro del professor Alfredo Garro, associato di Ingegneria informatica del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES) e vicepresidente del Comitato internazionale di standardizzazione.

Il contributo dell’ateneo calabrese riguarda in particolare lo standard SpaceFOM (Space Reference Federation Object Model), sviluppato dopo anni di lavoro dal professor Garro, dal ricercatore Alberto Falcone e da un team internazionale di ricerca. Lo standard è stato adottato dalla NASA per la simulazione e la gestione delle missioni spaziali.

In termini semplici, SpaceFOM è un insieme di regole, protocolli e modelli che permettono di simulare tutti gli elementi di una missione spaziale: veicoli, sistemi di bordo, comunicazioni, operazioni di volo e interazioni tra i diversi sistemi. Attraverso questi modelli è possibile testare e simulare l’intera missione prima ancora del lancio, riducendo rischi, errori e costi.

Si tratta quindi di una tecnologia fondamentale, perché consente di creare una replica virtuale della missione e di verificare in anticipo il comportamento di tutti i sistemi coinvolti.

Il lavoro che ha portato allo sviluppo di SpaceFOM nasce anche dalla collaborazione tra l’Università della Calabria e la NASA Johnson Space Center di Houston, in particolare con la divisione Software, Robotics and Simulation, nell’ambito di un Visiting Research Agreement tra l’ateneo di Arcavacata e l’agenzia spaziale americana.

Un contributo calabrese alla nuova corsa allo spazio

La partecipazione dell’Università della Calabria al programma Artemis rappresenta un risultato scientifico e tecnologico di grande rilievo, perché colloca la ricerca universitaria calabrese all’interno del più importante programma spaziale internazionale attualmente in corso.

Artemis non è soltanto una missione lunare: è un progetto che coinvolge NASA, Agenzia Spaziale Europea, Canada, Giappone e numerose università e centri di ricerca in tutto il mondo. L’obiettivo è costruire una presenza umana stabile sulla Luna e sviluppare le tecnologie necessarie per le missioni su Marte.

In questo scenario, il contributo dello standard SpaceFOM e del gruppo di ricerca dell’Università della Calabria dimostra come anche la ricerca italiana e calabrese possa avere un ruolo concreto nelle grandi missioni spaziali internazionali, partecipando allo sviluppo delle tecnologie che permetteranno all’uomo di tornare sulla Luna dopo oltre cinquant’anni e di spingersi ancora più lontano nello spazio.