I confini possono dividere territori, ma non dovrebbero mai separare le persone quando a prevalere sono rispetto, gentilezza e desiderio di stare insieme. È questo il messaggio al centro del laboratorio di inclusione “Amicizie senza confini”, che ha coinvolto i piccoli allievi della sezione Primavera del plesso Giardini di Bisignano.

Un’attività pensata per parlare ai bambini di accoglienza, condivisione e differenze attraverso il linguaggio più vicino alla loro età: colori, creatività, cooperazione e curiosità. Una piccola lezione di mondo che, nei giorni della Maturità, richiama anche il tema dei confini affrontato dagli studenti nella prima prova dell’Esame di Stato.

Educare al rispetto fin dai primi anni

A sottolineare questa coincidenza è la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Maya, che richiama il legame tra il laboratorio svolto a Bisignano e la traccia d’esame dal titolo “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”, proposta agli studenti nel primo giorno degli esami, giovedì 18 giugno.

Una suggestione che permette di guardare all’esperienza dei più piccoli con una prospettiva più ampia. Educare al rispetto delle differenze, infatti, non è un percorso che inizia da adulti, ma un lavoro che può e deve partire dai primi anni di vita, quando i bambini imparano a riconoscere l’altro come parte dello stesso gruppo.

Il laboratorio “Amicizie senza confini”

Nella seconda parte del laboratorio sull’inclusione, i bambini hanno affrontato il tema delle relazioni tra popoli e culture attraverso un’attività semplice e simbolica. Hanno realizzato un grande cartellone, prima colorando e poi incollando strisce colorate destinate a rappresentare i cinque continenti.

Attraverso questo percorso creativo, i piccoli partecipanti hanno potuto comprendere in modo immediato che il mondo è fatto di culture, tradizioni, lingue, colori e persone diverse. Differenze che non separano, ma arricchiscono la stessa grande comunità umana.

Continenti, colori e amicizie senza barriere

Le strisce colorate, unite tra loro sulla carta, hanno dato forma visibile al legame tra i popoli e alle amicizie capaci di superare ogni distanza geografica, culturale o linguistica. Un gesto semplice, ma dal forte valore educativo.

L’attività ha trasmesso ai bambini un messaggio chiaro: nessun confine può davvero separare le persone quando esistono accoglienza, rispetto e voglia di condividere. La geopolitica, così, diventa racconto accessibile anche ai più piccoli, non come materia astratta, ma come esperienza di relazione.