Nuovi criteri più restrittivi: Trebisacce, Amendolara e Rocca Imperiale impugnano il decreto del Governo
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Si apre un fronte legale contro i nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani. Anche dalla Calabria parte la contestazione al decreto approvato dal Governo, che introduce parametri più rigidi e comporta il declassamento di numerosi enti locali, con conseguenze dirette su agevolazioni e risorse.
Con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026, è stato dato il via libera al regolamento che ridefinisce i requisiti per essere riconosciuti come Comuni montani. Una revisione che, nei fatti, ha escluso molte realtà, soprattutto nei territori interni.
Tra queste, anche tre centri dell’Alto Jonio cosentino - Trebisacce, Amendolara e Rocca Imperiale - che hanno deciso di impugnare il provvedimento davanti al Tar del Lazio, affidandosi all’avvocato amministrativista Dario Sammarro.
Il nodo centrale riguarda i nuovi parametri fissati dalla normativa, che prevedono, tra l’altro, una soglia minima del 20% del territorio sopra i 600 metri di altitudine e specifici requisiti legati alla pendenza delle strade. Criteri che, secondo i ricorrenti, non rispecchiano la reale conformazione di molti territori e finiscono per penalizzare aree storicamente riconosciute come montane.
Le conseguenze del declassamento sono rilevanti: perdita di agevolazioni fiscali e normative, minori risorse per i servizi pubblici locali, difficoltà per imprese e famiglie. Un impatto che, in una regione come la Calabria, caratterizzata da un’ampia presenza di piccoli comuni nelle aree interne, assume un peso ancora maggiore.
Secondo le prime stime, circa la metà degli attuali Comuni montani calabresi rischia di perdere questa classificazione, con un effetto particolarmente marcato proprio nell’Alto Jonio cosentino.
L’obiettivo dei ricorsi, promossi da numerosi enti locali in tutta Italia, è quello di riaprire il confronto con il Governo e rivedere i criteri adottati. Una battaglia che si gioca sul piano giuridico, ma che ha ricadute dirette sull’equilibrio economico e sociale di interi territori.

