Il presidente Vincenzo De Luca rivolge un accorato messaggio ai giovani: «La droga non è la soluzione al vuoto che sentite nelle vostre vite. Fidatevi degli adulti che vi circondano e coltivate relazioni sociali»
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La Comunità terapeutica Il Delfino di Castiglione Cosentino compie quest’anno quarant’anni di attività al servizio dei tossicodipendenti. L’attuale presidente Vincenzo De Luca fece parte del primo nucleo di volontari “arruolati” dall’allora vescovo di Cosenza monsignor Dino Trabalzini. «Era il 1986 quando inaugurammo il primo centro di accoglienza, in un piccolissimo appartamento di Cosenza, messo a disposizione dalla Diocesi».
La Chiesa dimostrò attenzione nei confronti di un’emergenza che stava prendendo piede proprio in quegli anni: «Monsiglior Trabalzini dimostrò di avere uno sguardo vigile nei confronti del territorio. All’epoca, io ero un giovane sacerdote di trent’anni. Mi chiamò, chiedendomi se fossi disposto a coordinare un gruppo di volontari. Accettai senza remore, e andai a Roma a frequentare un corso di formazione, presso la scuola di Don Mario Picchi, fondatore del Progetto Uomo e della Federazione italiana delle Comunità terapeutiche».
Il presidente Vincenzo De Luca ricorda la fiaccolata che, nel 1986, attraversò le strade di Cosenza per sensibilizzare la città sul fenomeno delle tossicodipendenza, e pubblicizzare l’attività della Comunità terapeutica Il Delfino, che aveva appena visto la luce». A chiedere aiuto per riprendere in mano la propria vita, furono ragazzi giovanissimi, che varcarono l’ingresso del Centro accompagnati dai propri familiari».
Grazie alla raccolta fondi avviata da alcuni importanti imprenditori cosentini, Il Delfino poté lasciare il piccolo appartamento di Cosenza, e trasferirsi in una struttura più ampia e accogliente situata a Castiglione cosentino. All’inizio, gli ospiti della Comunità erano essenzialmente “eroinomani” appena ventenni. Nel frattempo, sul mercato, hanno fatto il loro ingresso nuove tipologie di sostanze stupefacenti, e anche l’età dei tossicodipendenti è sensibilmente cambiata. Il presidente de Il Delfino spiega: «Attualmente, la Comunità è frequentata da persone di 40/50 anni».
Un dato, questo, che non deve trarre in inganno, perché l’uso di droga comincia già da giovanissimi. Il presidente della Comunità terapeutica Il Delfino chiarisce: «Ormai ci si è assuefatti all’idea che la droga sia un male con il quale si può convivere. Ci sono ragazzine di 15, 16 anni che fanno regolarmente uso di droga, anche grazie al costo delle dosi che, rispetto al passato, è notevolmente diminuito». Preziosa, in questo caso, la costante sinergia tra la Comunità terapeutica Il Delfino e il SerD dell’Asp di Cosenza, diretto dal dottor Roberto Calabria: «Ciclicamente portiamo avanti nelle scuole dei progetti itineranti per dialogare direttamente con gli studenti, e metterli in guardia sui rischi per la salute fisica e mentale causati dall’uso delle droghe, comprese quelle sintetiche, che girano nei luoghi della movida e nelle discoteche».
La Comunità terapeutica Il Delfino si occupa anche di dipendenza da alcol e ludopatia. Il presidente Vincenzo De Luca aggiunge: «Nella struttura di Castiglione Cosentino ospitiamo 44 persone in regime residenziale che rimangono con noi in media un anno».
In chiusura di intervista, il presidente de Il Delfino Vincenzo De Luca rivolge un appello accorato ai giovani: «La droga fa male e non è la soluzione al vuoto che, spesso, sentite dentro di voi. I problemi si affrontano e si risolvono creando delle profonde relazioni sociali, a partire dalla famiglia e dalla scuola. Fidatevi delle persone, degli amici, e degli adulti che vi circondano».

