Un uomo che cammina sul filo della storia. E della vita, del dramma e della speranza. Un francescano che da 30 anni vive nel cuore del conflitto più lacerante del nostro tempo, tra le macerie di Gaza e le tensioni di Gerusalemme.

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, è stato accolto nei giorni scorsi a Cosenza, in occasione della festa della Madonna del Pilerio e per una raccolta di beneficenza promossa dal Rotary club di Cosenza.

Non una visita formale, ma un incontro carico di significato per una delle voci più autorevoli e ascoltate del Medio Oriente, un testimone diretto della tragedia che si consuma tra Israele e Palestina. Da anni vive accanto alla sua gente, cristiani, musulmani ed ebrei, condividendo lutti e speranze. Ha scelto di restare, di non arretrare, e di urlare con tutta la voce contro la follia della guerra che trionfa nel mondo.

Il nostro direttore ha dialogato in esclusiva con il Patriarca. Nell’intervista su LaC TV, in onda questa sera, venerdì, alle 20:00, il cardinale Pizzaballa racconta cosa significa parlare di pace in tempi di guerra, del ruolo della Chiesa in uno scenario segnato dalla paura.

Il Patriarca non usa parole diplomatiche né frasi astratte: lancia l’allarme sul rischio della guerra nel mondo, e sul cielo inquieto del Medio Oriente. Ma continua, ostinatamente, a credere che la pace non sia un’utopia, ma una speranza, anzi una responsabilità.

La sua presenza alla festa della Madonna del Pilerio patrona di Cosenza ha assunto un valore simbolico potente: affidare alla protezione della Vergine una terra martoriata e chiedere alla comunità calabrese di non voltarsi dall’altra parte. La serata di beneficenza organizzata dal Rotary è diventata così molto più di un evento solidale: è stata un ponte tra Cosenza e Gerusalemme, tra la Calabria e Gaza, tra la fede e l’impegno concreto.