Un momento intenso di riflessione e testimonianza ha animato l’Aula Magna del Liceo Scientifico “G.B. Scorza” di Cosenza, dove si è tenuto l’incontro “Memoria e Impegno – Il 21 marzo di Libera contro le mafie”. L’iniziativa, organizzata dal presidio Libera Cosenza “Sergio Cosmai”, in collaborazione con l’istituto scolastico, ha coinvolto studenti, docenti e cittadini nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie e nel rilancio di un impegno concreto contro ogni forma di dominio mafioso. Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie -, è una delle realtà più importanti del panorama antimafia italiano. Fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti (già fondatore del Gruppo Abele), l’associazione coordina oggi oltre 1.600 realtà associative nazionali e internazionali.

Il suo obiettivo è sollecitare la società civile nella lotta alle mafie, promuovendo la cultura della legalità, la memoria delle vittime e il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Fu proprio Libera a raccogliere, con una grande mobilitazione popolare, oltre un milione di firme che portarono alla legge 109/1996 sul destino sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata. Don Ciotti, con il suo impegno costante, ha sempre sottolineato che la lotta alle mafie non è solo repressione giudiziaria, ma soprattutto un cambiamento culturale e etico che coinvolge l’intera comunità.

L’evento al Liceo Scorza ha fatto seguito alla grande manifestazione nazionale del 21 marzo 2026 a Torino, che ha visto sfilare oltre 50.000 persone per la XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno. Una giornata segnata dallo slogan “Fame di verità e giustizia”, simboleggiato dalla formica: piccolo insetto che rappresenta operosità, tenacia e servizio agli altri, in contrapposizione a chi “ha le mani pulite ma le tiene in tasca”.

Franca Ferrami, referente del presidio Libera Cosenza “S. Cosmai”, ha aperto l’incontro presentando l’associazione e condividendo il suo percorso personale: entrata in Libera dopo la perdita del fratello, ucciso dalla mafia. Ferrami ha ricordato il valore della manifestazione torinese, che ha riunito migliaia di persone da tutta Italia, sottolineando come la Giornata del 21 marzo non debba ridursi a un esercizio retorico, ma diventare un impegno quotidiano. Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera Calabria, è sceso dal palco per parlare direttamente agli studenti.

Con un intervento coinvolgente ha raccontato le storie di uomini e donne vittime innocenti delle mafie, insistendo sul dato drammatico secondo cui l’80% dei familiari delle vittime non ha ancora ottenuto giustizia. Borrello ha sottolineato il diritto di sapere la verità e di non essere manipolati dai “poteri forti”, rilanciando lo slogan di quest’anno: “Fame di verità e giustizia”. Ha invitato i ragazzi a non rimanere indifferenti e a essere parte attiva nel contrasto culturale alle mafie.

Un momento particolarmente toccante è stata la testimonianza di Giuseppina Germano, accompagnata dalla figlia Tanja Longo, che hanno portato la voce diretta dei familiari delle vittime, condividendo dolore, coraggio e determinazione nel cercare verità e giustizia. Maria Belcastro, vicepreside del Liceo Scorza, ha portato i saluti istituzionali dell’istituto (in vece della dirigente scolastica Rossana Rizzo). Nel suo intervento, letto dalla stessa Belcastro, ha ricordato che “la mafia è cultura del dominio, è violenza che si traveste di potere”, ha invitato tutti a “custodire le storie, i nomi e il coraggio di stare dalla parte giusta”. L’iniziativa è stata coordinata dal docente di storia e filosofia Antonio Niccoli. Tra i presenti anche la giornalista Luciana De Luca.