A due mesi dall'esplosione alle Poste, pesa per gli anziani l'isolamento. Gli anziani, senza auto o bus, faticano a raggiungere Cassano. Si spera per un container in piazza.
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Due mesi di disagi, barriere architettoniche invisibili e un senso di abbandono che cresce giorno dopo giorno. A Lauropoli la chiusura dell’ufficio postale di via Settembrini, sventrato lo scorso 23 dicembre da un assalto con esplosivo allo sportello ATM, è diventato una vera emergenza sociale. La violenta detonazione di quella notte ha reso l'edificio strutturalmente instabile, imponendo una chiusura che si protrae ormai da troppo tempo.
Nonostante il pressing del sindaco Gianpaolo Iacobini su Poste Italiane per l'installazione di un container temporaneo in Piazza Capolanza, la soluzione resta al palo. Nel frattempo, l'utenza è stata dirottata sull'ufficio di Cassano centro, trasformando una semplice operazione bancaria in un'odissea logistica.
A farsi portavoce del malessere collettivo è il Centro Anziani "Il Campanile", guidato dalla presidente Felicia Laurito. Per la fascia più fragile della popolazione, la mancanza dello sportello locale rappresenta un taglio netto all'autonomia quotidiana. «I disagi sono quotidiani e le difficoltà crescenti – denunciano dal Centro -, molti pensionati non hanno un’auto e i collegamenti pubblici sono attivi solo al mattino. Raggiungere Cassano per ritirare la pensione o pagare una bolletta è diventata un'impresa titanica».
Il problema tocca da vicino chi non ha competenze digitali o familiari a cui appoggiarsi. Senza lo sportello fisico, molte pratiche essenziali vengono semplicemente rimandate o abbandonate, alimentando un senso di marginalità. L'Amministrazione comunale continua a sollecitare Poste Italiane, ma a quasi 60 giorni dall'evento i tempi di ripristino restano avvolti nell'incertezza. La comunità di Lauropoli, e in particolare i soci de "Il Campanile", chiedono un intervento in tempi stretti: che si tratti della riapertura della sede storica o dell'attivazione immediata di un presidio mobile, la priorità è restituire dignità e servizi a un quartiere che non può più attendere.

