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Il centro di raccolta sangue inaugurato dall’Avis nel centro sanitario dell’Università della Calabria è il primo punto di donazione stabile in Italia allestito all’interno di un ateneo. A regime sarà aperto per tre giorni la settimana. Un incentivo per la popolazione studentesca ad acquisire la buona abitudine di compiere un gesto di solidarietà semplice e però fondamentale per salvare delle vite. La cerimonia di apertura ha registrato la partecipazione di numerose autorità accademiche e scientifiche.
Sono intervenuti tra gli altri Patrizia Piro, Pro-Rettore con delega al Centro residenziale; Sebastiano Andò, tra i fondatori del Centro sanitario universitario; Daniela Bonofiglio, presidente del Comitato tecnico scientifico del Centro sanitario; Vincenzo Pezzi, direttore del Dipartimento di Farmacia e Scienze della salute e della nutrizione; Marcello Maggiolini, coordinatore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’ateneo di Arcavacata; Francesco Zinno, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza.
E ancora Fausto Aguzzoni, vicepresidente vicario nazionale dell’Avis, il presidente regionale dei volontari del sangue Franco Rizzuti, la consigliere provinciale Avis Cosenza Antonietta Bomparola e Veronica Bruno, presidente della sede Avis di Rende dedicata alla memoria di Maria Capizzano, a cui il punto di donazione dell’Unical fa riferimento, ospite degli studi di Cosenza Channel. «Questa giovane sezione comunale compie i suoi primi dieci anni di attività.
Siamo nati senza una sede, oggi arriviamo ad averne addirittura due – ha detto con una punta di orgoglio – per noi si tratta di un brillante traguardo. L’apertura del punto di donazione dell’Unical è frutto della collaborazione con il comitato tecnico-scientifico di gestione del Centro Sanitario di Ateneo. Siamo stati introdotti in questa magnifica realtà, fondata grazie alla sensibilità e alla determinazione del professore Sebastian Andò, in cui si trovano allocati altri servizi rivolti non solo alla popolazione studentesca ma all’intero territorio».
Avvicinare i giovani alla donazione di sangue è determinante per garantire il ricambio generazionale. «È importante sapere anche che il sangue non si può riprodurre in laboratorio – ha ricordato Veronica Bruno – l’unica fonte siamo proprio noi esseri umani. Donare il sangue inoltre, consente di mantenere il controllo della propria salute attraverso analisi periodiche e gratuite. La donazione per gli uomini può essere effettuata ogni 90 giorni, mentre per le donne ogni 120 giorni. Già dal giorno immediatamente successivo all’inaugurazione del punto fisso di donazione dell’Unical abbiamo dato il via alla raccolta. I locali sono ubicati all’ultimo piano del cubo 34b».
Durante la cerimonia inaugurale, alla quale è intervenuto anche il vicepresidente vicario nazionale dell’Avis Fausto Aguzzoni, si è parlato inoltre dell’importanza di donare non solo il sangue ma anche il plasma. Questa opzione, sottolinea Veronica Bruno, «richiede un po’ più tempo. Quindi la propensione da parte dei donatori ancora non è particolarmente sviluppata. Questa tipologia di donazione nella provincia di Cosenza può essere effettuata soltanto al centro trasfusionale dell’ospedale di Cosenza. Vogliamo lanciare un appello – ha concluso la presidente dell’Avis di Rende – affinché tutti si avvicinino alla donazione anche e soprattutto adesso che c’è uno spazio aggiuntivo a cui rivolgersi. Siamo pronti ad accogliervi: con solo dieci minuti del vostro tempo potete contribuire a salvare tante vite umane».
