La lotta al melanoma da oggi potrà contare su un nuovo e promettente studio tutto calabrese: l’Università della Calabria e la BCC Mediocrati hanno presentato nella sala De Cardona il progetto “Nanogel a ultrasuoni per il trattamento del melanoma”.

La ricerca, nata dall’intuizione del medico radiologo Giuseppe Barbarossa e portata avanti dalle brillanti menti del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’ateneo, prevede la validazione di una terapia innovativa, ovvero un nanogel di ultima generazione progettato per essere attivato in modo mirato attraverso ultrasuoni a bassa frequenza.

Un’alleanza tra le istituzioni economiche locali e l’Unical

L’evento, promosso dalla BCC Mediocrati, è stato introdotto proprio dal presidente Nicola Paldino, il quale ha sottolineato quanto sia importante scommettere su progetti del genere e sul valore delle menti locali, che possono dare vita, come in questo caso, a brevetti che potrebbero rivoluzionare la medicina mondiale.

Sulla scia di queste dichiarazioni si è inserito l’intervento del Magnifico Rettore Gianluigi Greco: «Ci ritroviamo a commentare un evento davvero unico, l’idea di investire in un brevetto di questo tipo mette insieme l’imprenditorialità delle realtà del territorio e la ricerca scientifica, questi sono tutti gli elementi di una bella Calabria”.

Si unisce ai ringraziamenti destinati all’istituto di credito anche il direttore del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione Vincenzo Pezzi, che rimarca quanto sia fondamentale per l’università e per i dipartimenti attrarre fondi per finanziare la ricerca e l’innovazione.

La tecnologia: come funziona il Nanogel?

Il momento più atteso della discussione è stata la spiegazione del lavoro attuato dai protagonisti della ricerca, il gruppo scientifico coinvolto nel progetto. «Abbiamo immaginato un sistema che riuscisse ad indirizzare a livello molecolare il farmaco e a rilasciarlo in modo controllato attraverso gli ultrasuoni: l’idea, già dalle prime prove, è risultata vincente». Così la professoressa Roberta Cassano spiega alla sala l’intuizione rivoluzionaria alla base della ricerca proposta.

Successivamente prende parola la professoressa Sonia Trombino, la quale ha condotto tutti i presenti in una vera narrazione di cosa sia il melanoma: «quando pensiamo al melanoma pensiamo al neo un po’ più grosso, oppure al neo con i margini irregolari, ma no, questa è solo la punta dell’iceberg. Noi miriamo a quello che c’è più in profondità, immaginiamo le radici di un grande pino, che crescendo fanno saltare le pavimentazioni: ecco, questo è il melanoma, uno dei tumori più aggressivi che si possono incontrare».

Spazio, infine, al professor Rocco Malivindi, che ha spiegato più nel dettaglio i risultati finali delle sperimentazioni: «con una nanoparticella, un concetto nella sua semplicità molto complesso, siamo riusciti a ridurre il processo infiammatorio e ad andare a colpire all’interno questa forma tumorale. Questo è un progetto bellissimo e unico, che ha visto la collaborazione di chimici, di farmacisti e di clinici esterni, ma soprattutto ha incontrato nel suo percorso il supporto dell’Università della Calabria e di BCC Mediocrati».

Il progetto esposto, a seguito degli interventi intercorsi nella giornata odierna, non rappresenta solo una promessa, ma una concreta dimostrazione di come la Calabria sia in grado di elevare le conoscenze ed esportare innovazione. Quando la ricerca accademica incontra la fiducia del tessuto economico locale, le idee non restano confinate in un laboratorio, ma diventano futuro.