C’è un filo rosso che collega l’intero centrosinsitra cosentino ed è la condanna unanime verso l’azione degli USA in Venezuela. Il bombardamento su Caracas e l’arresto in casa del presidente sudamericano Nicolas Maduro ha portato a reazioni diverse in tutto il Paese. Non però nel capoluogo bruzio, dove la manifestazione tenutasi in Piazza XI Settembre, davanti alla Prefettura, è stata l’occasione per diversi rappresentanti dei partiti progressisti di esporre il proprio pensiero. E l’idea è unanime: quello dell’amministrazione Trump è un gesto vergognoso.

Ferdinando Laghi, Anna Laura Orrico, Michele Cosentino, Gianmaria Milicchio: quattro rappresentanti di altrettante realtà diverse che convergono sull’assoluta ingiustificabilità di quanto fatto da Washington una settimana fa circa. Ottanta i civili morti nell’azione ordinata dalla Casa Bianca. Ottanta morti per difendere il diritto all’autodeterminazione del popolo venezuelano.

Anna Laura Orrico: «La destra usa due pesi e due misure»

La pensa così l’onorevole Anna Laura Orrico, deputata del Movimento 5 Stelle, presente in Piazza per l’occasione: «È importante essere qui stasera come rappresentante dei cittadini italiani che non accettano questo modo di procedere della politica statunitense, che utilizza la forza per risolvere questioni che hanno una natura di politica interna e si riversano, ovviamente, sulla politica estera». Nessun “se” per quanto accaduto a Caracas, che secondo Orrico «è gravissimo e non trova giustificazione nel diritto internazionale, fondamento della cultura che i governi dello stesso Trump e di Giorgia Meloni dicono di voler difendere a tutti i costi».

La parlamentare pentastellata poi aggiunge: «Secondo questo metodo di azione si usano due pesi e due misure: se vengono meno le regole del diritto internazionale per il Venezuela devono venire meno anche per Netanyahu e non si capisce perché Maduro sia stato arrestato mentre Netanyahu può stringere mani in giro per il mondo liberamente». Un suggerimento, poi, alla premier Meloni: «Il Governo italiano dovrebbe assumere un atteggiamento più distaccato rispetto alle politiche di Trump e dovrebbe lavorare per rafforzare invece l’Unione Europea, che deve diventare un interlocutore credibile e capace di risolvere le controversie internazionali senza farsi dettare le regole da chi non è europeo e non vive le dinamiche europee».

Ferdinando Laghi: «Il disarmo è necessario»

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ferdinando Laghi, unico consigliere regionale presente alla manifestazione: «Fermo restando il diritto all’autodeterminazione dei popoli, che mi sembra basilare, quella di stasera è anche un’occasione per ribadire la necessità del disarmo, che non significa arrendersi alla violenza ma prevenirla e impedire che enormi quantità di denaro vengano male utilizzate e tolte a strumenti di vita, come gli ospedali».

L’esponente della lista “Tridico Presidente” risponde poi a chi descrive le manifestazioni di piazza per il Venezuela come manifestazioni di appoggio a Nicolas Maduro: «Il problema non è di politica internazionale, quello è un segmento – spiega Laghi – interno a uno Stato e gli Stati si devono autodeterminare. Non diamoci alibi: di regimi dittatoriali nel mondo ce ne sono tanti, si sceglie di colpirne alcuni e non altri per andare sotto mentite spoglie e depredare popolazioni locali che hanno invece diritto a utilizzare le proprie risorse».

Michele Cosentino (AVS): «Trump ha passato il segno»

Non c’è, secondo Michele Cosentino di Alleanza Verdi e Sinistra, spazio di manovra se non per una ferma condanna nei confronti di Donald Trump e degli USA: «È necessario, anche se sembra assurdo, ribadire il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Trump, con l’attacco al Venezuela – continua l’esponente di AVS – ha passato il segno: sembra di essere tornati indietro di cinquant’anni, sembra di essere tornati al 1973 in Cile, alla caduta di Salvador Allende. Quello che è successo, al di là di come la si pensi su Maduro, è di una gravità inaudita perché rappresenta l’attacco di una potenza straniera che fa del neocolonialismo puro».

Cosentino poi ribadisce l’illegittimità di quanto compiuto da Washington: «Rendiamoci conto che un presidente di uno Stato sovrano è stato rapito nel letto di casa sua e portato negli USA per essere processato non si sa bene con quale criterio». Le accuse di essere il leader di un pericoloso cartello del narcotraffico internazionale nei confronti di Maduro, infatti, sono già cadute: «È un atto contro il quale ci schieriamo con forza per ribadire ancora una volta la sacralità dell’autodeterminazione dei popoli e del diritto internazionale, che secondo Trump lascia il tempo che trova. D’altra parte il presidente USA ha già espresso la propria volontà di fare sua la Groenlandia e di attaccare Stati Europei, non si sa bene però con quale diritto».