Centomila bambini in Italia hanno un genitore in carcere. A diffondere il dato l’associazione Bambini Senza Sbarre, che – nell’ambito del progetto europeo “Non un mio crimine ma una mia condanna”, ha organizzato l’iniziativa “Una partita con mamma e papà”, giunta quest’anno alla decima edizione.

L’edizione 2026 ha prestato particolare attenzione alla Calabria. Tra gli istituti penitenziari coinvolti, la Casa circondariale di Rossano dove l’evento ha potuto contare sulla collaborazione dell’associazione dilettantistica sportiva “Elisir” di Mirto Crosia.

Dieci i detenuti ristretti in regime di media sicurezza che hanno deciso di aderire alla giornata di sport: uno spaccato di quotidianità dall’alto valore simbolico e affettivo. «È stato bello vedere questi bambini indossare la maglia del loro calciatore preferito e giocare spensierati con i rispettivi papà», commenta Salvatore Trieste, direttore in missione della Casa circondariale di Rossano, e responsabile anche del carcere di Catanzaro.

«Manifestazioni come quella che abbiamo ospitato – continua il direttore Salvatore Trieste – hanno l’obiettivo di tutelare la genitorialità e più in generale i rapporti familiari». Il gioco – secondo i responsabili dell’associazione Bambini senza Sbarre” preserva nel tempo la qualità della relazione padre figlio. «È stato emozionante assistere a questa partita di pallone tra i detenuti e i loro figli, anche se si è trattato soltanto di un paio di ore», confessa il direttore Salvatore Trieste.

Il carcere di Rossano, così tutti gli Istituti di pena in Italia, è dotato di un apposito spazio dedicato agli incontri tra detenuti e figli. L’area – denominata “Peter Pan” – è pensata a misura di bambini. Un ruolo fondamentale è svolto dagli psicologi, che prestano servizio all’interno della Casa circondariale e accompagnano i minori passo passo, cercando di rendere questa esperienza la meno traumatica possibile.

Nonostante quello di Rossano sia un Istituto penitenziario di media e alta sicurezza, il ventaglio delle attività rivolte ai detenuti è variegato: «Si è appena conclusa la Settimana della Musica e, dopo un periodo di stop, siamo riusciti a riattivare il laboratorio di ceramica, che si affianca a quello di falegnameria. A tal proposito – evidenzia il direttore Salvatore Trieste – intendo rivolgere un ringraziamento particolare alle aziende del territorio, che hanno inteso portare il loro patrimonio di conoscenze professionali all’interno del carcere, unitamente alla Polizia penitenziaria e a tutti i volontari dell’area educativa».