Un cammino intercomunale e trasversale ha acceso le strade del cosentino. Le istituzioni e il mondo del volontariato si stringono attorno a un ideale universale
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C’è un’immagine antica e sempre potente nel gesto di accendere una candela e camminare insieme nella notte. È l'immagine della condivisione, della direzione comune e, soprattutto, della speranza che vince l'ombra. Lo scorso sabato le comunità di Figline Vegliaturo e Piane Crati hanno portato alla luce questa metafora in un’iniziativa concreta, dando vita a una solenne "Fiaccolata per la Pace" che ha collegato fisicamente i due borghi alle porte di Cosenza.
Il programma, essenziale quanto profondo, ha visto il primo momento di aggregazione alle ore 19 presso la Chiesa di Santa Liberata a Figline Vegliaturo. Qui, la celebrazione della Santa Messa ha creato uno spazio di raccoglimento e riflessione. Subito dopo, la parola si è rivolta alla strada: i partecipanti, muniti di torce e striscioni, si sono uniti in un corteo pacifico destinato a snodarsi lungo l'itinerario che conduce fino al centro della vicina Piane Crati.
Conclusa la parte liturgica la suggestiva marcia ha preso il via. Una scia di fiaccole ha attraversato l'abitato di Figline Vegliaturo per poi dirigersi a piedi verso Piane Crati. Il cammino scandito dai canti dei cori parrocchiali e da momenti di raccoglimento ha creato una profonda atmosfera di solidarietà. L'arrivo del corteo è stato presso la villetta comunale di Piane Crati, nella piazzetta del Monumento ai Caduti, dove la proiezione di un video conclusivo ha siglato la chiusura della manifestazione.
L'evento è stato ideato ed organizzato da un vasto tessuto di adesioni istituzionali e associative. Oltre al patrocinio dei Comuni di Figline Vegliaturo e Piane Crati, l'organizzazione vede in prima linea il Gruppo Ragazzi "Viva Piane Crati", l'A.P.S. "Albicello Calabria", l'associazione culturale "Cellara Nostra" e la Pro Loco Piane Crati.
A colpire, nell'architettura organizzativa dell'evento, è stata la straordinaria risposta collettiva del territorio. Non si tratta di una manifestazione isolata, ma del frutto di un’alleanza sinergica che vede i due Comuni patrocinanti marciare fianco a fianco con le realtà più vive del terzo settore locale. Spicca, tra i loghi dei promotori, quello del Centro di Solidarietà "Il Delfino", una realtà che proprio in questo 2026 taglia il traguardo storico dei quarant'anni di instancabile operato sociale sul fronte delle fragilità.
In un contesto storico globale in cui i venti di crisi geopolitica faticano a placarsi, il messaggio che si leva dalla Presila cosentina è che la pace non è solo un trattato da firmare nelle alte sfere diplomatiche, ma una pratica quotidiana che si coltiva riscoprendo il senso di vicinato, l'accoglienza e la solidarietà tra i popoli, partendo proprio dalle piccole comunità. La cittadinanza invitata a partecipare ha infatti portato con sé la propria luce, per dimostrare che anche nei borghi più piccoli batte un cuore universale.

