La South Italy Fashion Week continua a trasformare il Castello Svevo di Cosenza in uno spazio di confronto tra creatività, territorio e formazione. Nella sua quarta giornata, dedicata simbolicamente all’inverno, la decima edizione dell’evento ha scelto di esplorare il tema della destrutturazione, facendone il punto d’incontro tra accademia, artigianato e innovazione.

La manifestazione, nata dalla sinergia tra Moema Academy e Big Digital Eye, con la direzione artistica di Giada Falcone e quella tecnico-organizzativa di Pier Luigi Sposato, conferma così la sua identità: non una semplice sequenza di sfilate, ma un laboratorio culturale in cui la moda dialoga con i linguaggi della contemporaneità, le radici produttive del territorio e la formazione dei giovani.

Il Castello Svevo come spazio di dialogo tra arte e formazione

La giornata si è aperta con la coreografia “Abitare” firmata da Giuseppe Ferraro, un’introduzione scenica che ha preparato il terreno alla riflessione sul tema dell’inverno inteso non solo come stagione, ma come atmosfera mentale, come trasformazione della forma e del significato.

Ad accogliere il pubblico e i numerosi studenti presenti è stata Giada Falcone, che ha richiamato il valore della rete territoriale e della costruzione di percorsi condivisi. Anche in questa tappa della South Italy Fashion Week, infatti, il cuore del progetto resta il collegamento tra scuola, professioni creative e sistema culturale.

L’invito ai giovani: specializzarsi e collaborare

Uno dei primi interventi è stato affidato a Maria Carmela Passarelli, docente dell’Unical di imprenditorialità e innovazione, che ha rivolto agli studenti un messaggio molto chiaro: il futuro passa attraverso la competenza e la capacità di stare dentro una rete.

«Essere i migliori nel proprio campo e collaborare con gli stakeholder è l’unico modo per dare nuovo valore alle nostre tradizioni», ha affermato. Un passaggio che ha messo in evidenza la dimensione concreta della manifestazione: la moda non come esercizio isolato di stile, ma come terreno in cui conoscenza, impresa e relazioni devono trovare un punto di equilibrio.

Il post-atomico come chiave di lettura dell’inverno

La riflessione si è poi spostata su un immaginario più radicale e concettuale con la retrospettiva sul “post-atomico”, realizzata da Moema Academy e New Production Eventi e introdotta dall’allieva Annalisa.

Dentro questo focus, il tema della destrutturazione ha assunto un significato più ampio: non soltanto scomposizione della forma, ma ripensamento del modo in cui osserviamo il tempo, il corpo, l’identità e il patrimonio simbolico che gli abiti portano con sé.

A dare profondità teorica a questo passaggio è stato Emanuele Fadda, docente dell’Unical di semiotica e linguistica, che ha proposto una riflessione sulla metamorfosi della percezione. «Ciò che osserviamo cambia in base alla nostra volontà di valutare un intero o il dettaglio», ha spiegato, richiamando poi l’esempio dell’abito tradizionale sardo, un tempo associato al banditismo e oggi letto invece come simbolo identitario forte e riconoscibile.

È un ragionamento che ha offerto al pubblico una chiave preziosa per comprendere il senso della giornata: gli abiti e le forme non hanno mai un significato fisso, ma si trasformano nel tempo attraverso gli sguardi, i contesti e le culture.

In passerella le allieve della Moema Academy e Ritorcitura Fabiano

Il momento della sfilata ha rimesso al centro il lavoro creativo delle allieve della Moema Academy, protagoniste di una prima uscita capace di tradurre sul piano visivo il tema della giornata.

A seguire, una seconda uscita è stata dedicata alle opere di Ritorcitura Fabiano, portando sulla scena il rapporto tra la ricerca stilistica e la concretezza del saper fare manifatturiero. Proprio il titolare, Giuseppe Fabiano, ha lanciato un appello che tiene insieme orgoglio delle radici e visione del futuro.

«La tessitura nasce al Sud, è un privilegio storico. Giovani, tutelate questo patrimonio e guardatevi intorno per capire quanto ancora si può fare», ha dichiarato. Parole che restituiscono il senso di una tradizione non vissuta come nostalgia, ma come risorsa ancora pienamente attiva e capace di produrre innovazione.

I prossimi appuntamenti della South Italy Fashion Week

A chiudere la serata è stato Pier Luigi Sposato, che ha rilanciato il programma dei prossimi giorni della manifestazione. Il calendario proseguirà domani 1° maggio al The Factory di Cosenza con un incontro con Confartigianato, poi sabato 2 maggio all’Unical per l’Aeterna Fashion Film Festival, occasione in cui verrà conferito il premio alla carriera a Lino Strangis.

Il gran finale è invece previsto per domenica 3 maggio, di nuovo al Castello Svevo, con l’Hanami Fashion Show, che vedrà tra i protagonisti Alma Manera e il maestro Stefano Dominella di maison Gattinoni.