Il Natale appena trascorso ha lasciato dietro di sé una scia di boati e detriti che ha scosso profondamente il territorio cosentino. In un arco di tempo ristrettissimo, l’ultima decade di dicembre ha visto una violenta offensiva criminale contro i distributori automatici di contante. Su quattro assalti messi a segno, ben tre hanno preso di mira Poste Italiane.

Gli episodi, avvenuti a Lauropoli, Laino Borgo e San Marco Argentano per quanto riguarda i presidi postali, e a Santa Maria del Cedro per un istituto bancario (la BCC Calabria Nord), hanno evidenziato una vulnerabilità che l’azienda ha deciso di affrontare con una strategia drastica scegliendo di sacrificare la disponibilità del servizio per garantire la sicurezza delle strutture e dei cittadini residenti nei pressi degli uffici.

Per prevenire ulteriori eventi criminosi, la Direzione ha infatti disposto il blocco totale degli sportelli automatici Postamat nelle ore in cui non è presente il personale all'interno degli uffici. In sintesi, i prelievi saranno possibili esclusivamente durante gli orari di ufficio. Questa contromossa, che si accompagna allo svuotamento sistematico del denaro dagli ATM durante la chiusura, punta a rendere i distributori dei bersagli "vuoti" e quindi privi di interesse per le bande criminali che utilizzano esplosivi per scardinare le casseforti.

L’impatto di questa nuova operatività è particolarmente evidente nella Filiale di Castrovillari, dove il piano di sicurezza coinvolge ben venti sportelli automatici del territorio. Nello specifico, la misura riguarda sei ATM di "base B" e quattordici di "base C", tipologie tecniche che identificano la diversa configurazione e capacità dei dispositivi presenti sul territorio. La scelta di Poste Italiane di intervenire su 6 Base B e 14 Base C nell'area della Filiale di Castrovillari riflette una mappatura precisa del rischio. In caso di danneggiamento dovuto a un assalto criminale, i tempi di ripristino del servizio non sono immediati e dipendono strettamente dall'entità dei danni strutturali subiti non solo dallo sportello, ma dall'intero edificio. In casi di compromissione strutturale, come accaduto a Lauropoli con danni alle pareti, ai serramenti e agli impianti elettrici e telematici, la riapertura può richiedere dai 3 ai 7 mesi.

In questo caso, Poste Italiane potrebbe installare un prefabbricato modulare, come sollecitato dal sindaco di Cassano All’Ionio, Gianpaolo Iacobini, in un’area idonea per garantire la continuità dei servizi essenziali (pagamento pensioni, bollettini). Paradossalmente, riaprire l'ufficio non significa riavere subito il Postamat. Ci sarà l'attesa tecnica dove spesso passano ulteriori mesi dopo la riapertura dell'ufficio prima che venga installato un nuovo ATM. Questo accade perché i dispositivi (specialmente i Base C di ultima generazione) richiedono ordini specifici, configurazioni software complesse e allacciamenti blindati alla rete nazionale di sicurezza. Senza dimenticare la burocrazia assicurativa poiché è necessario che vengano completati i rilievi delle Forze dell'Ordine e le perizie assicurative, procedure che possono bloccare l'area per giorni.

Proprio a causa di questi tempi lunghi e costi elevati, la scelta di Poste a Castrovillari di "spegnere" gli ATM di notte e svuotarli preventivamente è una mossa di difesa del servizio preferendo un prelievo limitato agli orari d'ufficio che un servizio totalmente assente per mesi a causa di un ufficio sventrato. Se da un lato il provvedimento garantisce che nessun ladro troverà bottino nelle notti del Pollino e dell'Esaro, dall'altro pone una sfida di servizio al cittadino che non potrà più contare sulla flessibilità del prelievo 24 ore su 24. È l'amaro prezzo della sicurezza in un contesto dove il sociale deve farsi carico di una difesa che diventa barriera contro il crimine, trasformando la limitazione di un servizio in un atto di protezione collettiva.