“Parliamo di mafie per costruire memoria e impegno”. È questo il titolo dell’iniziativa promossa dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria
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I giudici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fotografati a Roma in occasione dell?inaugurazione dell?anno giudiziario. 1992 - Archivio ANSA
“Parliamo di mafie per costruire memoria e impegno”. È questo il titolo dell’iniziativa promossa dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia (2011-2026), in programma domani, venerdì 22 maggio 2026 alle ore 9.30 presso l’Aula Solano, cubo 19/B, nel campus di Arcavacata.
L’incontro, coordinato da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia sociale, si svilupperà attorno a un monologo sulle mafie curato dal magistrato Andrea Apollonio e dalla giornalista di LaC News24 Mariassunta Veneziano. Un dialogo tra linguaggi differenti – quello della giustizia e quello dell’informazione – per interrogarsi sul significato della memoria pubblica, sul ruolo della parola nella costruzione della coscienza democratica e sulla necessità di educare le nuove generazioni alla responsabilità civile.
L’iniziativa si colloca dentro il percorso culturale che da quindici anni il corso di Pedagogia dell’Antimafia porta avanti all’Università della Calabria, nella convinzione che il contrasto alle organizzazioni mafiose non possa limitarsi all’intervento repressivo, ma debba svilupparsi soprattutto sul terreno educativo, culturale e sociale.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali della direttrice del DiCES Maria Mirabelli e della coordinatrice del Corso di Studio unificato in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche Rossana Adele Rossi. L’introduzione sarà affidata a Simona Perfetti, docente di Pedagogia generale e sociale dell’UniCal.
Interverrà inoltre Domenico Maduli, presidente editoriale del gruppo Diemmecom-LaC, a testimonianza del ruolo che il giornalismo e l’informazione libera possono svolgere nella costruzione di una cultura della legalità democratica e nella difesa del diritto dei cittadini a comprendere criticamente i fenomeni mafiosi.
Le conclusioni saranno affidate a Giovambattista Trebisacce, docente di Pedagogia generale e sociale dell’Università della Calabria.
Il titolo scelto per l’iniziativa – “Gli uomini passano, le idee restano” – richiama la necessità di custodire la memoria delle lotte contro le mafie non come semplice commemorazione rituale, ma come pratica educativa capace di trasformarsi in impegno concreto e responsabilità collettiva.
L’obiettivo del seminario è infatti quello di offrire agli studenti e alla comunità accademica uno spazio di riflessione critica sulle mafie come fenomeno non soltanto criminale, ma anche culturale e pedagogico. Le organizzazioni mafiose, infatti, si alimentano attraverso linguaggi, simboli, relazioni sociali e forme di consenso che rendono necessario un lavoro educativo profondo sulle coscienze individuali e collettive.
In questa prospettiva, il monologo proposto da Andrea Apollonio e Mariassunta Veneziano proverà a intrecciare racconto civile, esperienza professionale e testimonianza pubblica per restituire la complessità del fenomeno mafioso e, insieme, la necessità di costruire percorsi di cittadinanza attiva fondati sulla memoria, sulla verità e sulla partecipazione democratica.
L’iniziativa conferma ancora una volta il ruolo assunto dall’Università della Calabria come spazio pubblico di elaborazione critica e di formazione civile, capace di mettere in dialogo magistratura, scuola, università, giornalismo e società civile nella costruzione di un’alleanza educativa contro le mafie e le culture della sopraffazione.

