Il passaggio sulle dune di Merzouga, in Marocco, e i settori tecnici confermano la difficoltà del rally: «Una gara vera, che non fa sconti». Domani si prosegue in direzione Assa
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Una tappa dura, vera, di quelle che fanno capire subito che l’Africa Eco Race 2026 non concederà sconti a nessuno. Carmelo Palmer, pilota calabrese impegnato nella seconda giornata di gara, racconta così la prova che da Bousaid ha portato il caravan a Tagounite, nel cuore del Marocco, al termine di una speciale accorciata ma tutt’altro che semplice.
«È andata bene, oggi è stata una tappa tosta e molto tecnica», spiega Palmer al nostro network all’arrivo al bivacco. La giornata, segnata anche dal passaggio sulle iconiche dune di Merzouga, ha messo a dura prova fisico e concentrazione dei piloti: «Abbiamo affrontato pietre, passi di montagna molto duri – dice il pilota cosentino – , poi le dune di Merzouga e infine un lunghissimo trasferimento, davvero sfiancante, prima di arrivare qui al paddock. Però anche questa è andata».
Una prova speciale ridotta a 218 chilometri rispetto ai 381 previsti, a causa di allagamenti lungo il percorso, ma resa ugualmente impegnativa da un mix completo di navigazione, settori tecnici, tratti sassosi e dune compatte dalla pioggia dei giorni precedenti. Dopo una notte con temperature sottozero nel bivacco nei pressi di Er Rachidia, a quasi mille metri di quota, i piloti sono entrati direttamente in speciale senza trasferimento, trovandosi subito a fare i conti con il cronometro e con un road book insidioso.
«Se il buongiorno si vede dal mattino – è il pensiero comune nel paddock – questa Africa Eco Race sarà tutt’altro che facile». Palmer lo ha capito sulla propria pelle, ma porta a casa una tappa positiva e tanta esperienza in più. La corsa ora prosegue verso sud: domani si riparte da Tagounite in direzione Assa, prima di lasciare il Marocco e affrontare le cinque tappe in Mauritania. La sfida, quella vera, è appena cominciata.


