Quando si sceglie di dare tutto per una causa, poi quella stessa causa diventa parte integrante del proprio quotidiano quasi fosse un mantra da rispettare. E, più o meno, è quello che ha fatto Antonio Briglio con il Campora dal momento che, per questi colori, ha rappresentato tutto. Dieci anni intensi dove lo stesso Briglio ha rivestito tutti gli incarichi possibili, da presidente a direttore sportivo. Proprio per questo, quando arriva il momento di chiudere un capitolo così importante, è sempre complicato e difficile.

Un decennio di storia

Giunge al termine, infatti, il matrimonio sportivo tra le parti ma di certo il suo nome rimarrà indelebile e impresso nella storia di questo club. A tornare sulla decisione è stato lo stesso Briglio, che quest'anno ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo, ai microfoni di LaC News24: «È durata dieci anni questa mia storia d'amore. Nella primissima fase ho svolto il ruolo di presidente per poi fare, nel corso degli anni a seguire, il direttore sportivo. Non dimenticherò mai la scalata, da presidente, dalla Seconda Categoria alla Promozione nel giro di quattro anni. Non è stato inoltre semplice mantenere una piccola realtà come Campora, che conta circa 4000 abitanti, nel campionato di Promozione».
Il ds lascia dopo un anno in cui è arrivata una salvezza tranquilla: «Non c'è alcun rammarico in merito all'ultima annata, anche perché il campo è sempre lo specchio di quello che c'è dietro a una società. Mi sono sempre fatto carico di tante cose e, alla lunga, ti logora soprattutto mentalmente».

Vedute diverse

Scelte e decisioni dunque che portano a conseguenze come, per esempio, l'ipotetica fusione con l'Amantea: «Un'idea che sinceramente non mi entusiasmava e non mi entusiasma tutt'ora - continua - a prescindere da come andrà a finire. In ogni caso ho deciso di prendere un'altra via anche perché c’era troppa differenza di vedute con parte della dirigenza e, col tempo, questa differenza si è ampliata anziché diminuire. Ognuno di noi ama la sua maglia, e io ho sempre amato quella amaranto del Campora come pochi. Quando c’è differenza di vedute è giusto porsi delle domande».
E ancora: «Insieme ai miei dirigenti ho raggiunto quasi tutti gli obiettivi, dal sogno della Promozione alla costruzione della Scuola Calcio e il consolidamento del settore giovanile. Adesso, però, è arrivato il momento di salutarsi».