Dopo il ciclone alla Fiera di San Giuseppe: «Abbiamo perso tutto, ma questa città ci ha fatto sentire a casa»
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Il giorno dopo il ciclone, alla Fiera di San Giuseppe resta un paesaggio fatto di gazebo piegati, merce rovinata e tentativi di ripartenza. Ma accanto ai danni, gli ambulanti raccontano anche altro: una città che si è stretta attorno a loro.
Ben 14 associazioni del territorio cosentino si sono mosse per assicurare colazioni calde e cene per gli espositori sin dai giorni precedenti al ciclone. Agesci, Anteas, Associazione Culturale Verde Binario ETS, Auser Cosenza, Consulta Intercultura Cosenza, Azione Cattolica Cosenza-Bisignano, Fondazione Lilli, MOCI Cosenza, L’arte in corso APS, Spazio Donna-MoCI, Stella Cometa, Terra di Piero, Ufficio Migrantes Cosenza-Bisignano, Ufficio di Pastorale giovanile CS, Primo Soccorso Ordine di Malta, Istituto Buddista Soka Gakkai, con il sostegno di Banco Alimentare, Caritas Diocesi di Cosenza-Bisignano, CSV Cosenza. E intanto il sindaco Caruso ha ufficializzato ieri la proroga della Fiera fino a sabato.
«Cerchiamo di mettere in ordine, il danno qua è stato un’esagerazione, si sono rotti i gazebo, si sono rotti i profumi, si sono bagnate tutte le scatole e voi sapete che regalare un profumo con la scatola bagnata vale zero… il danno che abbiamo avuto è stato catastrofico», racconta un espositore arrivato da Palermo.
Il maltempo è stato improvviso e violento. Pochi minuti, ma sufficienti a compromettere intere giornate di lavoro. «È stato un vento e acqua pazzeschi… sarà durato tre, quattro minuti», spiegano. In molti hanno provato a salvare il salvabile, altri hanno visto andare persa gran parte della merce.
Ora si prova a recuperare, anche a costo di svendere: «Stiamo facendo dei prezzi bruciati proprio per non portarci la roba indietro». Una strategia obbligata per limitare le perdite, in una fiera che per molti rappresenta una tappa fondamentale dell’anno.
Eppure, nel racconto degli ambulanti, accanto alla difficoltà emerge con forza un altro elemento: la risposta della città. «L’accoglienza qui a Cosenza? Micidiale, un popolo spettacolare, bravissimi, educati… non c’è niente da dire», dice ancora l’espositore.
Non sono solo parole. Nei momenti più difficili, tra la notte e le ore successive al maltempo, sono arrivati gesti concreti: «Ieri sera hanno fatto una festa, ci hanno fatto mangiare gratis, bere vino… la protezione civile sempre a disposizione. Un’accoglienza bellissima».
Anche le associazioni e i cittadini si sono attivati: «Hanno portato beni primari, riso, tè caldo…». Piccoli gesti che, in un contesto segnato dai danni, hanno fatto la differenza.
Per molti ambulanti, Cosenza resta una piazza importante non solo per il lavoro, ma per il rapporto umano che si crea. «È una fiera fenomenale, non ho mai visto un afflusso di persone così», raccontano. E nonostante tutto, la volontà è quella di tornare.
Tra gazebo da sistemare e merce da recuperare, la Fiera prova a rialzarsi. Con un dato chiaro: il danno economico è pesante, ma il capitale umano – quello fatto di relazioni e solidarietà – resta intatto.

