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Patitucci: «Non c’entro nulla con l’omicidio di Luca Bruni»

Patitucci: «Non c’entro nulla con l’omicidio di Luca Bruni»

Uno dei presunti organizzatori e mandanti del delitto di mafia commesso il 3 gennaio del 2012 respinge tutte le accuse davanti al gip di Cosenza Giusy Ferrucci. Porcaro fa scena muta e annuncia di voler essere interrogato dal gip di Catanzaro.

Francesco Patitucci, questa mattina, ha risposto alle domande del gip del tribunale di Cosenza Giusy Ferrucci che per rogatoria ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia dopo gli arresti effettuati dai carabinieri per l’omicidio di Luca Bruni.

Patitucci è ritenuto dalla Dda di Catanzaro presunto organizzatore e mandante dell’assassinio avvenuto il 3 gennaio del 2012 a Orto Matera a Castrolibero. Per Roberto Porcaro le accuse sono le stesse. Quest’ultimo, difeso da Luca Acciardi, si è avvalso dalla facoltà di non rispondere annunciando di voler essere interrogato dal gip di Catanzaro che ha firmato l’ordinanza cautelare.

Patitucci nel carcere di Cosenza ha respinto tutte le accuse, contestando le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Adolfo Foggetti, Franco Bruzzese e Daniele Lamanna. Tre pentiti che per il medesimo reato sono stati già giudicati, ottenendo condanne molto più leggere rispetto, ad esempio, a Maurizio Rango che in primo grado col rito abbreviato (insieme ad altri reati che vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni) è stato condannato all’ergastolo.

Gli altri indagati sono Ettore Lanzino, Alberto Superbo, Umberto Di Puppo ed Ettore Sottile. Per i primi tre la Dda di Catanzaro aveva chiesto l’arresto ma per il gip di Catanzaro non vi erano elementi sufficienti al fine di emettere una misura cautelare.

Patitucci oggi ha spiegato, accompagnato dagli avvocati Marcello Manna e Laura Gaetano, che i pentiti non sono attendibili perché nel corso dei verbali hanno sempre cambiato versione. Inoltre – in riferimento alla dichiarazione di Lamanna che aveva detto di aver saputo di dover uccidere Luca Bruni nel carcere di Cosenza proprio da Patitucci – l’indagato ha evidenziato come non fosse possibile poter parlare in carcere di alcune cose né di incontrare quei soggetti perché si trovavano in padiglioni diversi.

Patitucci infine ha riferito che non ha mai partecipato alle riunioni messe a verbale dai pentiti. (a. a.)

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