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“MURALES” | Droga ed estorsioni nella costa Tirrenica, i nomi dei fermati [VIDEO]

Presso il Comando provinciale dei carabinieri di Cosenza il pubblico ministero Anna Chiara Fasano ha illustrato i termini dell’operazione che è durata circa 4 mesi. Le indagini tuttavia proseguono. Sventato, grazie ai decreti di fermo, un importante furto in un supermercato della costa Tirrenica.

Il pubblico ministero Anna Chiara Fasano questa mattina ha illustrato i contenuti del decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 25 persone, accusate a vario titolo di traffico e spaccio di droga ed estorsione. La zona di riferimento in cui i militari del Norm di Scalea hanno operato, individuando le presunte condotte illecite degli indagati è la costa Tirrenica. L’inchiesta, denominata “Murales”, ambisce ad essere molto più corposa di quella che è ora, visto che al centro dell’attività investigativa dei carabinieri della Compagnia di Scalea, diretta dal capitano Alberto Pinto, vi sarebbero anche i locali notturni della zona.

I NOMI. In carcere sono finiti Salvatore Addino, Salvatore Amoroso, Ciriaco Casella, Mario Cianni, Adamo D Falco, Annaelisa Esposito, Francesco Fittipaldi, Stefania Gazzaneo, Gabriella Greco, Stefano Greco, Luca Ciponte Grosso, Fabrizio Iannelli, Ciro Impieri, Alessandro Rosario Impieri, Rossella Lombardi, Giuseppe Mandaliti, Pierluigi Oliviero, Salvatore Orto, Lorenzo Pastorali, Ramona Piemontese, Alessio Presta, Carlo Ricca, Stefania Ricca, Andrea Valente e Ivan Vilardi.

IL RUOLO DELLE DONNE. Il procuratore capo di Bruno Giordano, prossimo al trasferimento alla procura di Vibo Valentia con le stesse funzioni, era assente per motivi personali ed è per questo che al suo posto si è presentata ai cronisti la dottoressa Anna Chiara Fasano (CLICCA IN ALTO PER VEDERE IL VIDEO) che, affiancata dal colonnello Fabio Ottaviani (comandante del Comando provinciale dei carabinieri di Cosenza) e dal capitano Alberto Pinto, ha spiegato che l’attività d’indagine, tutt’ora in corso, è durata circa quattro mesi. «Abbiamo ritenuto di fermare il traffico e la cessione delle droga per dare risposte immediate ai cittadini» ha ribadito anche il colonnello Ottaviani.

L’inchiesta è ricca di elementi investigativi che portano a ritenere come sugli indagati gravano tantissimi gravi indizi di colpevolezza che hanno portato al decreto di fermo, utilizzato dalle procure per evitare la reiterazione del reato, l’inquinamento delle prove e il pericolo di fuga. L’indagine, inoltre, ha messo in luce il ruolo di sei donne legate ad alcuni membri della cosca Muto di Cetraro, le quali sarebbero state impiegate in modo costante e attivamene nell’occultamento della droga e nel trasporto del singolo quantitativo come nel caso di una ragazza minorenne. L’approvvigionamento della droga sarebbe stato fatto sia a Cetraro fino addirittura a Rosarno e la prima parte dell’inchiesta dimostrerebbe tutto ciò visto che su alcune macchine degli indagati erano stati montati i Gps.

Inquirenti e investigatori infine hanno evidenziato come il decreto di fermo abbia in realtà evitato un importante furto in un supermercato che alcuni inquisiti stavano preparando. “Murales”, tuttavia, non finisce qui.

SPIRITO DI SACRIFICIO. Il pm Fasano ha voluto ringraziare i carabinieri del Norm di Scalea che hanno dimostrato grande spirito di sacrifico per la causa. «I miei non sono i classici ringraziamenti di rito ma sono davvero sentiti». (Antonio Alizzi)

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Redazione Cosenza Channel

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