Tutte 728×90
Tutte 728×90

Cocaina a Mendicino proveniente dalla Colombia: quattro condanne. Undici anni a Rudisi e Segreti. Il pentito patteggia la pena

Cocaina a Mendicino proveniente dalla Colombia: quattro condanne. Undici anni a Rudisi e Segreti. Il pentito patteggia la pena

Il gup del tribunale di Cosenza Giuseppe Greco ha condannato tre imputati col rito abbreviato, mentre il collaboratore di giustizia Domenico Baldino ha patteggiato la pena a 5 anni di reclusione. Il primo arresto fu eseguito il 20 agosto del 2015. Antonio Segreti cadde nella trappola di due finti corrieri che in realtà era agenti sotto copertura della Squadra Mobile di Cosenza. Così la Questura scoprì che all’interno della poltrona c’erano quasi 520 grammi di cocaina. 

Destò sospetto che un cittadino italiano, residente a Mendicino, potesse ordinare e far arrivare in provincia di Cosenza, una poltrona dalla Colombia. Come se nelle nostre zone non ve ne fossero, al punto da acquistarla addirittura in Sudamerica. Ma in realtà dietro al trasporto vi era una cosa molto più grande e soprattutto molto più pericolosa.

Antonio Segreti condannato a 11 anni di carcere
Antonio Segreti condannato a 11 anni di carcere

Così questa sera il gup Giuseppe Greco del tribunale di Cosenza ha inflitto quattro condanne, pesanti e per certi versi significative in quanto due imputati, Rudisi e Segreti, hanno scelto il rito abbreviato.

Il giudice ha accolto le richieste della Procura di Cosenza, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Giuseppe Visconti – titolare dell’inchiesta che all’epoca fu coordinata anche dal procuratore aggiunto Marisa Manzini e condotta dalla Squadra Mobile di Cosenza, diretta dal vice questore Giuseppe Zanfini – condannando col rito abbreviato Andrea Rudisi e Antonio Segreti a 11 anni di carcere, Romina Reda a 5 anni di carcere, stessa pena comminata a Domenico Baldino che dopo il suo arresto confessò di aver organizzato il tutto grazie a un conoscente colombiano. Baldino collabora con la giustizia e oggi ha patteggiato. Inoltre Reda è stata condannata al pagamento di una multa di 12mila euro, mentre per Rudisi e Segreti la multa sale a 27mila euro.

La poltrona contenente la cocaina
La poltrona contenente la cocaina

 

 

LE INDAGINI. Il peso totale della cocaina che arrivò in Italia era di 515 grammi, occultata nel telaio metallico di una poltrona, spedita a Mendicino – via Londra – tramite il corriere espresso Dhl. L’arresto di Segreti avvenne il 20 agosto del 2015, mentre un anno dopo la Questura di Cosenza fece luce sulle posizioni di Rudisi, Reda e Baldino, poi pentitosi. 

Gli agenti della Squadra Mobile studiarono come rendere credibile quel trasporto di cocaina, fingendosi due corrieri dell’azienda privata. Si presentarono infatti a casa di Segreti, coordinato tutto il lavoro investigativo con il Servizio Centrale Operativo e le autorità britanniche.

Una volta avviate le pratiche burocratiche sulle competenze territoriali, visto il passaggio da Londra a Roma, la palla passò alla Procura di Cosenza. I due agenti undercover «hanno rinunciato alla ferie e si sono messi subito al lavoro», disse all’epoca il vice questore Giuseppe Zanfini. 

L’utilizzo, pertanto, di due poliziotti undercover permise così agli inquirenti e agli investigatori di cogliere con le mani nel sacco l’uomo finito poi in manette ed arrivare successivamente agli altri tre imputati.

Un momento della conferenza stampa nel giorno dell'arresto di Antonio Segreti
Un momento della conferenza stampa nel giorno dell’arresto di Antonio Segreti

La scena è quella che ogni giorno accade nella vita reale. Il corriere arriva, suona al citofono, comunica che c’è un pacco, chiede di sottoscrivere la bolla e poi consegna la scatola. Così è avvenuto con Segreti: il poliziotto con la divisa della DHL si presentò a casa del pregiudicato, chiese e ottenne la conferma che l’uomo attendesse un pacco, quest’ultimo pose la sua firma sul foglio di ricezione e si avviò verso il furgone per ritirare il tutto. Appena aperto il portellone, Segreti fu in possesso del pacco ed immediatamente altri due finti corrieri, in realtà agenti in forza alla Sezione Narcotici, lo braccarono.

Terminata l’operazione, gli uomini della Questura ebbero dal pm Visconti il via libera per l’apertura del plico che inizialmente conteneva delle cartoline dal Sudamerica e altri oggetti. E la cocaina? Era all’interno, come detto, della struttura metallica scoperchiata dai Vigili del Fuoco. Nel corso della perquisizione domiciliare, i poliziotti trovarono anche un bilancino di precisione, due coltellini sporchi di “polvere bianca” e dei piccoli involucri vuoti nascosti in un pacchetto di sigarette.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Quintieri, Matteo Cristiani, Amelia Ferrari e Giorgia Greco. (Antonio Alizzi)

Related posts