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Ecco chi nel Pd è a favore del Gay Pride a Cosenza: le dichiarazioni

Ecco chi nel Pd è a favore del Gay Pride a Cosenza: le dichiarazioni

«Cosenza si conferma città dei diritti e delle libertà. Il Gay Pride ci ricorda che il cammino verso il riconoscimento dei diritti è ancora lungo e faticoso. Sarà un momento di riflessione, proposta, ma anche di festa. Io aderisco perché abbiamo l’obbligo di costruire una società migliore, pluralista, senza discriminazioni». 

E’ quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito democratico.

«Nel manifesto politico del Gay Pride – sostiene Carlo Guccione – si legge: «Rivendichiamo il diritto alla libertà non solo come posizione ideale ma come realtà sostanziale, attraverso la rimozione di tutte le forme di discriminazioni, per una società plurale scevra dal pregiudizio. Rivendichiamo la tutela da qualsiasi atto discriminatorio, violenza fisica o verbale contro persone senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza,religione, grado d’istruzione, nazionalità, cultura, impiego, opinione politica o condizione sociale. Rifiutiamo ogni forma di razzismo, violenza, maschilismo, misoginia e neo fascismo che agiscano per imporre oppressione e svilimento della dignità di ciascuna persona». Questo passaggio sintetizza perfettamente l’universalità del messaggio politico lanciato dal Gay pride».

ENZA BRUNO BOSSIO. «Sono orgogliosa che il 1 luglio Cosenza ospiti il Gay pride, terza città calabrese dopo Reggio e Tropea. Sono inoltre felice che sarà la mia collega di partito Monica Cirinnà a far da madrina all’evento. Voglio infine ringraziare l’Unical per la giornata che ha voluto dedicare alla cultura dei diritti con il convegno di domani (oggi, ndr)», afferma in una nota la deputata del Partito democratico, Enza Bruno Bossio.

«Gli eventi programmati rappresentano il giusto riconoscimento all’importante vittoria ottenuta dalle associazioni che da anni si battono in città e nella regione per i diritti LGBT e che il 1 luglio vedranno in parte riconosciuti i loro sforzi. E’ proprio a loro che va il plauso più grande. Parafrasando il nostro segretario Matteo Renzi in assemblea nazionale Pd questa mattina (ieri mattina, ndr): i diritti non si contano, così come non si conta il numero di persone i cui diritti sono stati finalmente riconosciuti. Diritti che oggi sono garantiti grazie alla legge sulle unioni civili fortemente voluta dal Pd e che sono fiera di aver contribuito a sostenere con il mio voto», prosegue la nota stampa.

«Leggendo i dati oggi a nostra disposizione – afferma Enza Bruno Bossio, entrata ieri nella direzione nazionale del Partito democratico – a un anno dall’approvazione della legge, il sud risulta essere la parte di Italia dove si registrano meno unioni di persone dello stesso sesso e ciò è probabilmente dovuto al timore di ripercussioni sul lavoro e sulla vita sociale. Proprio per questo è importante la celebrazione del Gay pride qui in Calabria e a Cosenza: è infatti necessario tenere sempre alta l’attenzione sulla rivendicazione dei diritti civili anche quando un traguardo sembra essere stato incontestabilmente raggiunto affinché entri nel vissuto quotidiano di tutti. Il Gay pride non è solo un’espressione di gioia e di libertà, ma anche di liberazione e quindi domanda di normalità, è un modo per non abbassare la guardia perché situazioni limite come quella cecena sono tuttora fatti di cronaca quotidiana.

Il Partito democratico ha fatto fare un balzo in avanti al paese sulla strada dei diritti civili, il governo Renzi ha spinto con forza per mettere a regime velocemente le nuove unioni rendendole compatibili alla legislazione vigente, emanando i decreti legislativi attuativi in tempi brevissimi. Mi auguro che la prossima legislatura apporti gli ulteriori miglioramenti alla legislazione in materia ma nel frattempo i comuni non perdano l’occasione di fare la loro parte impegnandosi in una campagna di informazione che non solo renda conoscibili e accessibili i passaggi per realizzare l’unione civile, ma che promuova, al contempo, la cultura dell’accettazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso nella propria comunità», conclude il comunicato stampa.

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