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Filippini: «Non potrei mai perdermi Pordenone-Cosenza. Su Tedino…»

Filippini: «Non potrei mai perdermi Pordenone-Cosenza. Su Tedino…»

L’ex attaccante delle due squadre ha centrato una salvezza clamorosa con il Fano. «Mi auguro possa far gol Baclet, così festeggerà nel miglior modo il suo compleanno».

Ha trascorso la prima parte di stagione a Cosenza, poi ha fatto le valigie per centrare proprio ieri una clamorosa salvezza con la maglia del Fano. Passata la sbornia per la festa, Alberto Filippini accetta di presentare il delicatissimo match con il Pordenone che in due atti sancirà una delle quattro semifinaliste. «Mi godo il risultato dei playout, mercoledì però prenderò la macchina e andrò a vedere la partita – dice – Ho troppi amici che giocheranno, non potrei perdermela!».

In neroverde Filippini ha vissuto un campionato intenso dove agli ordini di Tedino si è messo in evidenza con ben otto centri. Insomma, di Tedino conosce tutti i segreti.

Filippini, l’ha rivisto da avversario qualche mese fa. Squadra simile a quella che ha lasciato?
«Più o meno, ma ho trovato un collettivo già in salute. Simile per lo stile del gioco che dà il tecnico, diversa per le caratteristiche degli interpreti che cambiano di anno in anno. E’ una formazione aggressiva e di qualità: ci sarà gente come Catteneo, Burrai e Misuraca che non farà rimpiangere Berrettoni».

Del suo vecchio allenatore si dice un gran bene. Quali sono le qualità migliori?
«Riesce sempre a far esprimere al meglio i calciatori che ha disposizione. Inoltre è bravo a gestire il gruppo e gli elementi di maggiore esperienza. Io, parlando a livello personale, rendevo meno da esterno e da dietro le punte. Quando mi sistemò da attaccante centrale diedi un grande contributo».

A Pordenone ha vissuto la sua migliore stagione, i suoi ex compagni si sono ripetuti anche quest’anno. Frutto di programmazione o di cosa?
«Chi programma nel futuro confermando atleti importanti fa sempre bene. Sebbene gente come me e Pederzoli sia andati via, il club ha trattenuto l’allenatore e altri bravi calciatori. A Pordenone, più in generale, grazie alla lungimiranza del presidente e della società, riescono a far emergere le qualità dei singoli senza chiedere tutto e subito».

Si aspettava il Cosenza nei quarti di finale?
«Eravamo una squadra compatta. Me lo auguravo, più che aspettarmelo».

Nessuno meglio di lei conosce bene le due compagini. Avanti con un pronostico…
«Sarà partita aperta nei 180’. Ho tanti amici da entrambe le parti e non mi posso schierare: dico 1-0 e 1-0, poi vinca il migliore ai rigori».

La sua avventura al Marulla è finita prima del dovuto, qualche rimpianto alla luce dell’ultimo mese?
«Rimpianti ce ne sono sempre tanti nella vita, specialmente col senno del poi. Io dico soltanto che avrei dovuto dare di più, ma rifarei la scelta. Non ho mostrato il vero Filippini, ne sono consapevole e faccio autocritica. Da Cosenza, tuttavia, tanta gente mi ha scritto dopo la salvezza ottenuta col Fano e per me è siginificativo».

Chi sono i due calciatori che possono indirizzare la partita?
«Dovrei fare ventidue nomi. Mendicino e Mungo stanno facendo benissimo, Arma e Burrai anche. Auguro però a Baclet di fare gol così festeggerebbe nel migliore dei modi il suo compleanno». (Antonio Clausi)

 

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