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Allegri, la Spal e la Juve. Tutto nacque da… Casole Bruzio

Allegri, la Spal e la Juve. Tutto nacque da… Casole Bruzio

L’allenatore dei bianconeri domani affronterà il suo passato, ma la scalata iniziò un pomeriggio di luglio alle porte di Cosenza. Luca Pagliuso: «Presi Max, pur avendone un brutto ricordo…».

Domani sera la Juventus affronterà la Spal e per il tecnico dei bianconeri sarà un déjà vu vero e proprio. Proprio a Ferrara iniziò la scalata nel calcio che conta grazie all’intuizione di Paolo e Luca Pagliuso, all’epoca proprietari del sodalizio emiliano. Per Allegri, tuttavia, lo start arrivò proprio dalla Calabria, da Casole Bruzio per l’esattezza. E’ lì, infatti, che conobbe il resto dello staff che lo avrebbe accompagnato per il resto della carriera. In particolare Emilio Doveri, all’epoca vice-allenatore e oggi uomo incaricato di relazionare sugli avversari della Juve, e Simone Folletti, preparatore atletico, videro Max per la prima volta a due passi da Cosenza.

«Dovevamo scegliere l’allenatore, pensavamo a Maifredi, quando poi mi parlarono benissimo di Allegri – racconta Luca Pagliuso al Corriere dello Sport – Io ne avevo un brutto ricordo, perché da un suo angolo era scaturito il gol di Lantignotti in Padova-Cosenza, costato la retrocessione ai rossoblù. Ad ogni modo decisi di incontrarlo. Ci fu un confronto affettuoso, in cui non mancarono però toni fermi, e quella sera nacque la nostra amicizia che dura tuttora. Gli scrissi un biglietto: “Tra cinque anni allenerai l’Inter”. Andò al Milan, sbagliai di poco. Era un predestinato, benché all’epoca ancora un po’ calciatore: bravo sul campo, carismatico, capace di trasmettere serenità al gruppo. Scattò la scintilla, due giorni dopo lo presentammo. Faticava a nascondere l’emozione».

La Spal disputò una grande stagione arrivando nona dopo aver toccato il terzo posto. Espresse un calcio propositivo (c’era anche Mario La Canna tra i titolari, ndr) e catturò l’attenzione di molti. A fine stagione Max iniziò la scalata verso l’Olimpo del calcio. «Ne parlai con il presidente della Reggina, Lillo Foti: si incontrarono ma non trovarono un’intesa – chiude Luca Pagliuso – Pochi giorni dopo mi chiamarono da Cagliari per chiedermi informazioni su di lui…».

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