Tutte 728×90
Tutte 728×90

Turbativa d’asta, ecco perché la Dda ha arrestato il sindaco di Mandatoriccio

Turbativa d’asta, ecco perché la Dda ha arrestato il sindaco di Mandatoriccio

Appalto truccato per agevolare la cosca Farao-Marincola attraverso Vincenzo Santoro, detto “U monacu”. Ecco perché la Dda di Catanzaro ha arrestato il sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici, accusato di turbativa d’asta con l’aggravante dell’articolo sette. In tutto gli indagati sono dieci, tra cui il gruppo Spadafora di San Giovanni in Fiore.

E’ il capo 46 della rubrica imputativa “l’affaire Mandatoriccio”, il comune della costa ionica cosentina finito nella bufera dopo gli arresti eseguiti oggi dalla Dda di Catanzaro, grazie alle indagini svolte dal Ros di Catanzaro e dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone.

Gli indagati – Vincenzo Santoro, Pasquale Spadafora, Antonio Spadafora, Luigi Spadafora, Rosario Spadafora, Filippo Mazza, Menotti Federico, Angelo Donnici, Giovanni Caruso e Luigi Tasso – avrebbero turbato «il regolare svolgimento della gara per pubblici incanti recante prot. n. 641 del 08/02/2011 del Comune di Mandatoriccio, avente ad oggetto l’affidamento dei lavori consistenti nella vendita di materiale legnoso ritraibile dal taglio della fustaia di Farnetto di località Montagnella per un prezzo avente base d’asta pari ad euro 75.000,00, colludendosi tra loro con le condotte di seguito descritte: in particolare Leonardo Grasso (nel frattempo deceduto), quale assessore del comune di Mandatoriccio e Giovanni Caruso quale diretto collaboratore del sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici, attraverso contatti diretti con Vincenzo Santoro ed anche per interposta persona, informavano il predetto della stessa esistenza e dell’andamento dell’iter amministrativo della procedura di gara, fornendogli notizie riservate (quali ad esempio l’andamento delle aste ed il numero delle offerte frattanto pervenute al Comune) e suggerendo indicazioni specifiche per la sua aggiudicazione, mantenendo successivamente Caruso i contatti con Santoro e la ditta aggiudicatrice».

Santoro avrebbe provveduto ad individuare «il partecipante fittizio alla gara e/o alla procedura amministrativa di affido, all’uopo contattando TASSO Luigi, materiale gerente la Società Cooperativa Sociale “KALASARNA” di Campana, risultata infine aggiudicataria dei lavori, perché si prestasse a partecipare alla stessa, impartendogli direttive specifiche sulle offerte da presentare, fermo restando che i lavori sarebbero stati poi svolti effettivamente e materialmente lucrati dalla ditta boschiva “F.lli SPADAFORA S.r.l.” da San Giovanni in Fiore».

Mazza, in qualità di assessore comunale ai lavori pubblici. e Menotti quale responsabile l’Ufficio Tecnico comunale, «provvedendo successivamente a modificare il regolare iter di affidamento dei lavori allorché, il 26/09/2011, con determinazione materialmente assunta e sottoscritta da Menotti, quale responsabile dell’ufficio tecnico, stabilivano di ricorrere all’istituto del cottimo fiduciario, procedendo all’assegnazione diretta dei lavori forestali in favore della Società Cooperativa Sociale “KALASARNA” di Campana, individuata – benché priva dell’iscrizione all’Albo Regionale imprese boschive – a seguito dell’offerta d’acquisto formulata unicamente dalla società in parola, per lo più lo stesso giorno in cui veniva proposta, con la determinazione precitata, la diminuzione del prezzo dei lavori (pari al 32% dell’originario prezzo a base d’asta)».

Luigi Tasso «direttamente compulsato da Santoro, partecipando alla procedura pubblica in esame, recependo le disposizioni impartite e facendo in modo che i lavori, aggiudicati alla Società Cooperativa da lui gestita, venissero materialmente svolti ed eseguiti dalla ditta boschiva “F.lli SPADAFORA S.r.l.” di San Giovanni in Fiore». Fatti avvenuti (e contestati) il 26 settembre del 2011. (a. a.)

Related posts