Tutte 728×90
Tutte 728×90

CAMICE BIANCO | Furbetti del cartellino all’Asp di Cosenza, raffica di condanne. E quattro assoluzioni

CAMICE BIANCO | Furbetti del cartellino all’Asp di Cosenza, raffica di condanne. E quattro assoluzioni

Emessa la sentenza di un’altra inchiesta della procura di Cosenza sui presunti casi di assenteismo all’Asp di Cosenza. Il processo si è concluso oggi con tantissime condanne e solo quattro assoluzioni. Se le condanne saranno confermate in Cassazione i dipendenti dovranno essere tutti licenziati.

Le indagini partirono grazie al lavoro investigativo coordinato all’epoca dall’ex procuratore capo Dario Granieri che affidò alla coppia di magistrati, Antonio Tridico e Domenico Assumma, il compito di verificare se vi fossero responsabilità penali nei confronti di medici e dipendenti dell’Asp di Cosenza che si sarebbero assentati durante le ore di lavoro senza timbrare il cartellino in uscita o farsi timbrare il cartellino da altre persone e arrivare sul posto di lavoro con notevole ritardo.

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Cosenza ritenevano, ipotesi accusatoria confermata durante l’istruttoria dibattimentale, che gli imputati avevamo commesso una truffa aggravata ai danni dell’Asp di Cosenza, causandone un danno patrimoniale notevole.

Oggi, quindi, il giudice monocratico Marco Bilotta (applicato al processo, visto il suo trasferimento al tribunale di Crotone) ha condannato Mario Avellino (1 anno e 6 mesi di reclusione), Anna Maria Conforti 1 anno), Francesca Zinno (1 anno e 2 mesi), Angela Campolongo (1 anno e 2 mesi), Romeo Perri (1 anno), Anna Turano (1 anno e 2 mesi), Ippolito Spagnuolo (1 anno), Pasquale Morrone (1 anno e 6 mesi), Marina Sammarra (1 anno e 6 mesi), Giulia Manna (1 anno e 6 mesi), Pia Pignataro (1 anno), Katja De Rose (1 anno e 6 mesi), Carla Caputo (1 anno e 6 mesi), Giovanna Trimarchi (1 anno e 6 mesi), Gisella Rizzuti (1 anno e 4 mesi), Vincenzo Reda e Asclepiade Felicioli (9 mesi), Claudio Naccarato e Eugenio Presta (9 mesi), Orlando Spizzirri (1 anno), Pieraldo Russo (8 mesi).

Pieraldo Russo, difeso dall’avvocato Francesco Chiaia, è stato assolto dal reato di truffa ma condannato per il 55 quinques.

Il tribunale di Cosenza inoltre ha ordinato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l’estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro di tutti gli imputati condannati a decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza.

Annarita Salvo ha scelto di farsi giudicare con un rito alternativo ed è stata condanna a un anno e 4 mesi di reclusione.

Pena sospesa e non menzione per tutti gli imputati condannati, mentre sono stati assolti Maria Naccarato perché il fatto non costituisce reato, Alberto Bevilacqua ed Elvira Vigna perché il fatto non sussiste, entrambi difesi dall’avvocato Guido Siciliano, Luigi Carelli e Bice Casazzone, entrambi difesi dagli avvocati Francesco Tancredi e Roberta Casazzone, perché il fatto non costituisce reato. La sentenza sarà depositata entro 15 giorni.

Nel collegio difensivo figurano anche gli avvocati Nicola Rendace, Francesco Chiaia, Nicola Carratelli, Antonio Sanvito, Marco Tarsitano, Michele Iapicca, Franz Caruso, Francesca De Luca, Rosa Ippolito, Corrado Stumpo, Giovanni Cuozzo, Emilio Di Cianni, Fiorella Bozzarello, Enzo Paolini, Antonio Marino, Mariarosaria Le Coche e Andrea Onofrio.  (Antonio Alizzi)

Related posts

error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it