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Bancarotta fraudolenta, patteggia l’imprenditore Mimmo Barile

Bancarotta fraudolenta, patteggia l’imprenditore Mimmo Barile

Era stato arrestato con l’applicazione degli arresti domiciliari a seguito delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Cosenza e poco dopo scarcerato perché estraneo a uno dei capi d’accusa che lo riguardavano, ma oggi si chiude il caso giudiziario che lo tenuto al centro della cronaca per diversi mesi. 

Parliamo dell’imprenditore nel settore alberghiero Mimmo Barile, ex consigliere provinciale, che ha ottenuto il patteggiamento per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale alla pena di 2 anni e 10 mesi, così come accolto dal gip del tribunale di Cosenza che ha ratificato il patteggiamento dopo il consenso avuto dalla procura di Cosenza che mesi fa lo aveva incriminato. Dunque nessun processo per Barile per la bancarotta milionaria relativa al fallimento della “Nord Hotel”.

Mimmo Barile
Mimmo Barile

Aver patteggiato la pena, rispetto la complessità del quadro probatorio, è stato sicuramente un successo dal punto di vista difensivo arrivato anche grazie al comportamento tenuto da Barile nei riguardi della curatela fallimentare.

L’imprenditore infatti, ammettendo l’esecuzione delle operazioni di finanziamento verso altre numerose società, ha consentito, almeno in parte, la corretta ricostruzione degli affari sociali, anche, mediante l’indicazione dei conti correnti utilizzati dalla società fallita e la ricostruzione delle plurime operazioni finanziarie della società fallita nel periodo in cui lo stesso Barile ne era l’amministratore. A tal proposito, Barile ha evidenziato l’ingente restituzione del denaro che ha provveduto a versare nelle casse della Nord Hotel per oltre 4 milioni di euro.

Barile è difeso dagli avvocati Roberto Le Pera e Francesco Gelsomino. (a. a.)

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