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“TELA DEL RAGNO” | Guerra di mafia nel Tirreno cosentino, chieste tante condanne

“TELA DEL RAGNO” | Guerra di mafia nel Tirreno cosentino, chieste tante condanne

Si è conclusa oggi la requisitoria della procura generale nel processo “Tela del Ragno”, in corso di svolgimento presso la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro che deve giudicare 16 imputati accusati a vario titolo di tanti omicidi avvenuti tra la fine degli anni ’70 e gli inizi del 2000 nel Tirreno cosentino. Una guerra di mafia che non ha risparmiato nessun clan, operante da Fuscaldo ad Amantea. Al centro di tutto, però, vi è il delitto di Luciano Martello.

Nel processo di primo grado, celebratosi davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, il presidente Giovanni Garofalo aveva inflitto undici ergastoli, mandando assolti solo cinque imputati. I delitti al vaglio dei giudici togati e popolari sono quelli di Salvatore Imbroinise, Giovanni Serpa, Pietro Serpa, Carmine Chianello, Rolando Siciliano e Luigi Sicoli e Luciano Martello, senza dimenticare i tentati omicidi di Gennaro Ditto, Giancarlo Gravina e Francesco Tundis.

La procura generale ha chiesto al presidente della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, Loredana De Franco, di confermare la sentenza di primo grado e rigettare i ricorsi presentati dal collegio difensivo. A seguire, le discussioni delle parti civili.

Ad oggi il “fine pena mai” riguarda Giovanni Abruzzese, Gennaro Ditto, Giancarlo Gravina, Giacomino Guido, Giuseppe Lo Piano, Mario Martello, Valerio Salvatore Crivello, Nella Serpa, Mario Mazza, Fabrizio Poddighe e Francesco Tundis, mentre Umile Miceli aveva beccato 22 anni di carcere, 14 anni per il pentito Giuliano Serpa e 11 anni per l’altro collaboratore di giustizia Vincenzo Dedato. Assolti in primo grado Tommaso Gentile, Mario Matera, Livio Serpa, Ulisse Serpa e Paolo Brillantino.

Il collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Giorgia Greco, Antonio Quintieri, Sabrina Mannarino, Giuseppe Bruno, Marcello Manna e Antonio Ingrosso, inizierà a discutere il prossimo 2 luglio. La sentenza è prevista entro la fine del 2018. (a. a.)

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