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Gratteri: «Un pool di magistrati per catturare Luigi Abbruzzese» [VIDEO]

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Il 24 giugno del 2016 il provvedimento di cattura fu esteso in campo internazionale, perché gli investigatori ritenevano che Luigi Abbruzzese potesse nascondersi in Germania o comunque in un Paese vicino ai confini italiani.

Oggi, però, alle 5.40 circa gli uomini della Squadra Mobile di Cosenza e dello Sco di Roma hanno catturato il figlio del capo clan degli “zingari” di Cassano all’Jonio: parliamo di Luigi Abbruzzese.

La polizia di Stato ha fatto irruzione in una villetta di Cassano all’Jonio, in via Generale dí Giacomo, nella disponibilità di alcuni familiari di Luigi Abbruzzese.

All’interno dell’abitazione, sono state rinvenute due pistole con relativo munizionamento, nonché ingenti somme di denaro contante. E’ stato inoltre rinvenuto un documento di identità falso con il quale, con ogni probabilità, il latitante si sarebbe rifugiato nuovamente in Germania ove risulta abbia trascorso gran parte della propria latitanza durata oltre tre anni. Sono al vaglio della Dda di Catanzaro, le posizioni di alcuni favoreggiatori di Abbruzzese.

GRATTERI E LUBERTO. Il capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri ha condiviso le parole del questore di Cosenza, Giovanna Petrocca, che ha parlato di un giorno importante per la giustizia. «La cattura di Abbruzzese è significativa, perché siamo riusciti ad arrestare uno degli esponenti di vertice del clan degli “zingari” di Cassano all’Jonio. Ringrazio tutti i poliziotti che hanno lavorato duramente affinché Luigi Abbruzzese terminasse il suo periodo di latitanza».

Gratteri, poi, ha aggiunto ulteriori dettagli sulla cattura di Abbruzzese, spiegando il ruolo di comando del figlio di “Dentuzzo” nell’omonimo clan e dei rapporti intrapresi con le cosche di Gioia Tauro per il commercio e la vendita di cocaina, eroina e hashish. «Abbruzzese era una priorità della procura Distrettuale, da più di un anno e mezzo discutevo con il collega Luberto su quali strategie investigative portare avanti in provincia di Cosenza, che ogni giorno che passa mi rendo conto che è un territorio vastissimo. Abbiamo cercato quindi di fare sinergia, aprendo un fascicolo dedicato a Luigi Abbruzzese. Alle indagini hanno lavorato anche i pubblici ministeri Sirleo, Assumma e Tramonti, perché Luigi Abbruzzese non è uno qualunque. E’ ritenuto il capo “Locale” di Cassano all’Jonio, ovvero una cosca ben organizzata e sicuramente in espansione come dimostrano le inchieste portate avanti da questo ufficio».

Secondo Gratteri «Abbruzzese è stato autorizzato, e legittimato, ad intessere rapporti con i trafficanti colombiani per quanto riguarda la cocaina, trattare per l’importazione di eroina dall’Afghanistan e marijuana dall’Albania. Livelli di traffici molto importanti, tanto che quando eseguimmo l’operazione Gentleman trovammo armi di grosso calibro, oltre che esplosivo».

«La cattura di Abbruzzese era una priorità, riteniamo infatti che con il suo arresto siamo riusciti a congelare le attività mafiose del “Locale” di Cassano all’Jonio, visto che dovrà scontare una pena a 20 anni di carcere per narcotraffico» anche se si tratta di una condanna relativa al processo di primo grado nell’ambito dell’inchiesta “Gentleman”. «Il motore di questa indagine è stata la Squadra Mobile di Cosenza, la quale ha competenze e capacità investigative importanti. Per cui, ringrazio tutti per il risultato ottenuto oggi» ha concluso Nicola Gratteri.

Il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto ha ricordato che «sin dal primo giorno del suo arrivo in procura a Catanzaro, ho chiesto al procuratore Gratteri uomini e mezzi per la cattura di Luigi Abbruzzese, perché parliamo di un soggetto che riveste un ruolo fondamentale nell’ambito del clan di Cassano all’Jonio, cosca che negli anni si è seduta ai tavoli importanti della ‘ndrangheta calabrese e del narcotraffico internazionale, come rilevato dall’operazione “Gentleman”». La Sibaritide, secondo Luberto, «è una zona centrale per il narcotraffico, tanto che trovammo in questo territorio la prima raffineria di cocaina in Calabria».

«Eravamo abituati a vedere la Squadra Mobile agire solo nel centro città, luogo che gli ispettori di polizia di questa sezione conoscono a menadito, ma in questo caso gli agenti della Questura di Cosenza sono riusciti ad individuare il posto in cui si stava nascondendo Luigi Abbruzzese e, grazie a un lavoro certosino, sono stati in grado di catturarlo». Luberto, inoltre, ha dichiarato che «Abbruzzese era tornato in Italia da poco tempo, aveva vissuto in Germania dove la polizia tedesca, senza voler essere polemico, non è stata di grande aiuto con la polizia di Cosenza». E ancora: «Insieme ad Abbruzzese sono stati arrestati gli zii della sua compagna, la quale non è stata tratta in arresto, perché stiamo seguendo un orientamento giurisprudenziale che sancisce la non punibilità della convivente per il reato di favoreggiamento». (Antonio Alizzi)

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