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Violenza sessuale a Cosenza, emergono dettagli raccapriccianti

Violenza sessuale a Cosenza, emergono dettagli raccapriccianti

Sarebbe scesa sul Tirreno per incontrare il suo fidanzato e durante il viaggio in treno l’avrebbe dovuta accompagnare un ragazzo di 17 anni. All’improvviso cambia la vita della 13enne di Cosenza e del suo presunto violentatore, il quale decide di entrare in azione nella stazione ferroviaria di Vaglio Lise.

Francesco Mazzei, 41 anni, è accusato di violenza sessuale e sequestro di persona. I carabinieri di Cosenza lo hanno fermato su mandato della procura, mentre ieri il gip ha convalidato il decreto di fermo, confermando il carcere. Ora arriverà l’ordinanza di custodia cautelare che non muterà il quadro cautelare.

Tuttavia, emergono dettagli raccapriccianti sul fatto di cronaca che ha scosso le coscienze dei cosentini, indignati e arrabbiati per una violenza sessuale su minori macabra e disgustosa. Dettagli che inchiodano Mazzei alle sue responsabilità, ma che in qualche modo aprono una riflessione più ampia su come sia possibile che un sorvegliato speciale senza fissa dimora possa vivere negli scantinati della stazione di Vaglio Lise.

Questo è successo prima che Francesco Mazzei violentasse la ragazzina all’interno del suo “appartamento”, creato sotto la ferrovia. Una zona off limits in cui poteva accedere solo lui attraverso un cancello. Proprio qui la vittima e il suo amico sono stati costretti a subire queste violenze. Il 17enne a starle vicino e darle forza, lei a piangere.

La presunta violenza sessuale pare sia durata pochi minuti, il tempo che il fidanzato della ragazzina chiamasse i carabinieri. Infatti, la 13enne era al telefono con lui quando Mazzei l’ha stretta e portata giù. Lei ha avuto la forza di comunicare al suo ragazzo di avvisare le forze dell’ordine, arrivate sul posto qualche minuto dopo che Mazzei avesse terminato il suo disegno criminoso. (a. a.)

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