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Pioggia di Daspo sulla Curva Bergamini. Il comunicato degli ultrà

Pioggia di Daspo sulla Curva Bergamini. Il comunicato degli ultrà

La Questura di Palermo ha emesso più di 50 Daspo per gli ultrà del Cosenza. Il comunicato della Bergamini e quello di solidarietà della Tribuna B.

Sono 55 i Daspo emessi dalla Questura di Palermo nei confronti di altrettanti ultrà del Cosenza che abitualmente prendono posto in Curva Sud. I provvedimenti sono stati notificati ieri, a distanza di qualche mese dalla sfida disputata in Sicilia. A tal proposito, dopo una riunione effettuata in serata, la Curva Bergamini ha diramato un comunicato.

Il comunicato della Curva Sud Bergamini

«Con le oltre cinquanta diffide notificate ieri – si legge nella nota – la Curva Sud Bergamini raggiunge il numero di 145 DASPO. Reagiremo come sempre con goliardia e determinazione all’ennesima ondata repressiva. Abbiamo imparato a resistere negli anni. Gli attestati di solidarietà provenienti da tutta Italia ci infondono fiducia e ora più che mai siamo determinati a lottare in nome della giustizia sociale. Oltre il novantesimo la diffida non arriva, oltre il novantesimo lo cantano gli ultrà».

Il comunicato della Tribuna B

Oltre agli attestati di stima provenienti da gran parte dello Stivale, non solo da tifoserie amiche o gemellate, è giunta anche la presa di posizione degli Anni Ottanta, il gruppo che prende posto la domenica sui gradini della Tribuna B. «Che l’ultrà sia il male da distruggere – scrivono –  il folk devil da estirpare, è oramai assodato da decine di anni. Che tutto ciò sia compiuto giocando sulle vite delle persone da parte di quelle istituzioni che, quelle stesse vite, dovrebbero difendere (sic!), è inammissibile. L’ultima ondata di diffide che ha colpito gli Ultrà Cosenza Curva Sud non è solo vergognosa, ma profondamente ingiusta, facendo di tutta l’erba un fascio, colpendo indiscriminatamente tutte le persone presenti, grazie all’oramai tristemente famoso DASPO di gruppo, per cui le improbabili colpe di pochi ricadono su tutti, capovolgendo completamente i dogmi della responsabilità penale, che in questo vituperato paese è, per Costituzione, personale.
Continuando così non farete altro che svuotare completamente gli stadi, ma non solo degli ultrà, quelli che voi reputate feccia, ma anche della gente comune, quella maggioranza silenziosa che tra caroprezzi, militarizzazione forzata, orari ai limiti dell’indecenza, continua, imperterrita, a seguire questo sport per milionari che è diventato il calcio business. Ci uniamo alla protesta esprimendo la nostra solidarietà, al di là di settori e diverse visioni, la Cosenza Ultrà è viva e vegeta, nonostante tutto e tutti».

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