Una scossa che è sembrata durare un secolo. Il terremoto che ha terrorizzato per lunghissimi secondi l’intera Calabria ha già fatto il giro d’Italia. Quantomeno del Sud, visto che l’evento di magnitudo 6.1 è stato avvertito addirittura fino a Napoli, con alcune testate locali che ne hanno dato istantanea notizia. Una distanza, quella fra l’epicentro, localizzato a largo di Amantea, e il capoluogo campano, che ben spiega la forza di una scossa prodotta comunque a 250 km di profondità, dunque ben distante dalla terraferma.

Non solo Calabria, insomma, anzi: il terremoto ha coinvolto anche la Campania, la Puglia e la Sicilia. A Milazzo, Messina e Patti diversi cittadini, successivamente alla scossa, sono scesi in strada spaventati dalla forza ondulatoria del fenomeno sismico. Una paura che non ha coinvolto soltanto l’intera Calabria, a largo della quale c’è stato l’epicentro del terremoto, ma anche le altre regioni del Sud Italia. Tanto da far pensare, quantomeno in Campania, all’ennesima scossa causata dalla zona pesantemente sismica dei Campi Flegrei, nella quale vengono registrate spesso diversi fenomeni di assestamento di bassa intensità, di magnitudo compresa fra i 2 e i 3.

Secondo l’INGV, il terremoto che ha interessato la Calabria questa sera aveva magnitudo 6.1 ed è stato registrato a 250 km di profondità, 30 km a largo delle coste del Tirreno. Localizzato dalla sala centrale di Roma, è stato registrato a mezzanotte e dodici di oggi, 2 febbraio 2026. Secondo le primissime informazioni apparse sui motori di ricerca Google, le ultime leggerissime scosse sarebbero arrivate fino a Città del Vaticano. Nonostante l’intensità impressionante, però, gli esperti Unical rassicurano: è escluso un rischio tsunami. Una notizia comunque confortante in una notte che, per i calabresi interi e in particolare quelli affacciati sul Tirreno, si prospetta se non insonne quantomeno estremamente lunga dopo l’enorme spavento di un’ora fa.